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Viterbo - Ieri l'inizio del processo - Disposta perizia per stabilire le cause del decesso

Neonata muore dopo diciassette giorni, alla sbarra due medici

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L'ospedale di Belcolle

L’ospedale di Belcolle

Viterbo – Devono rispondere di omicidio colposo i due medici imputati per la morte di una neonata.

La piccola viene alla luce all’alba del 21 maggio 2012 all’ospedale Belcolle. Muore dopo diciassette giorni, trasferita d’urgenza all’ospedale Bambin Gesù di Roma.

I genitori denunciano i due ginecologi di turno la sera del parto: il pm Fabrizio Tucci li indaga per una possibile responsabilità medica, in relazione al decesso della bimba. Per loro, niente udienza preliminare: il magistrato sceglie la formula breve del giudizio immediato.

In base alla relazione dei due consulenti della procura, l’accusa è di aver praticato un cesareo tardivo alla madre, con complicanze gravissime per la piccola. 

Il processo ai due ginecologi si è aperto ieri mattina. Il giudice Eugenio Turco ha accolto la richiesta delle difese di procedere a una nuova perizia per far luce sulle cause della morte della neonata.

Gli inquirenti rilevano un ritardo di almeno quaranta minuti nell’esecuzione del cesareo. Ritardo che per i due medici è dovuto alla momentanea impossibilità di operare subito con l’équipe al completo: anestesista e strumentista erano impegnati in un intervento di occlusione intestinale. Non solo. L’avvocato Roberto Alabiso, difensore della dottoressa imputata, ha sottolineato in aula come, dai tracciati delle ecocardiotomografie, risultassero segni di sofferenza del feto già nelle ore precedenti al parto.

In più, sempre secondo le difese, un tampone vaginale eseguito ai primi di maggio evidenziava la presenza del batterio escherichia coli, potenzialmente in grado di provocare un’infezione. 

Dati che sarà il perito del giudice a dover valutare, per stabilire una volta per tutte quali fattori hanno determinato la morte della piccola. E se tra questi, rientra anche la responsabilità dei due medici.


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15 novembre, 2013

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