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“Un mio rapporto sessuale su un dvd della Procura”, ma non è vero

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Paolo Gianlorenzo [3]

Paolo Gianlorenzo 

Viterbo – (f.b.) – Un dvd con un file audio relativo a suo un rapporto sessuale con una persona non meglio identificata.

Paolo Gianlorenzo, pur di screditare la polizia giudiziaria, si sarebbe finto addirittura vittima di una scorrettezza grave, in realtà mai esistita, sostenendo che la Procura fosse in possesso di un documento multimediale molto privato che lo riguardava.

Una strano e contorto siparietto che emerge a pagina 30 dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Francesco Rigato nei confronti del giornalista viterbese, arrestato sabato mattina dalla polizia stradale su richiesta del pm Massimiliano Siddi, con l’accusa di estorsione in concorso con il suo ex avvocato Samuele De Santis, ma anche di violenza privata e calunnia.

Secondo quanto si legge nelle carte, Gianlorenzo il 26 settembre scorso si era presentato agli uffici della Procura di Viterbo per ottenere le copie degli atti del procedimento penale dell’inchiesta sul Vinitaly [4] in cui è coinvolto, tra cui un dvd con delle intercettazioni eseguite in uno studio notarile in cui si era trovato insieme a un’altra persona.

“Nel corso della stessa mattina – specifica l’ordinanza del giudice Rigato – il Gianlorenzo aveva poi richiamato la segreteria ottenendo di parlare telefonicamente con un ispettore al quale chiedeva per quali ragioni sul dvd consegnatogli poco prima fosse presente un file audio relativo a un suo rapporto sessuale con una persona non meglio identificata”.

Una domanda che fa cadere dalle nuvole l’ispettore, consapevole che in quel documento non ci sia nulla di più di quanto già depositato agli atti del procedimento e men che meno l’audio di un rapporto sessuale.

“L’indagato (Gianlorenzo ndr) – continua il documento – replicava minacciosamente chiedendo come fosse possibile che la polizia giudiziaria disponesse di simili informazioni sul suo conto”.

Il giornalista viene quindi invitato a tornare negli uffici per una verifica.

“Il controllo effettuato sulle due copie presenti nella segreteria della Procura della Repubblica – si legge ancora nell’ordinanza – aveva permesso di rilevare che sui predetti dvd non vi era traccia di quanto affermato dal Gianlorenzo”.

Ed è a questo punto che “ipotizzando a carico del Gianlorenzo il reato di calunnia, l’11 ottobre scorso, il pubblico ministero disponeva la perquisizione del domicilio dell’indagato e di ogni altro luogo nella sua disponibilità al fine di acquisire il dvd”.

Ottenuto il dvd e confrontato con gli altri due presenti in Procura si è poi rilevato “che gli stessi presentano contenuto identico e quindi erano del tutto privi di quanto lamentato dal Gianlorenzo. Evidente quindi l’intento del Gianlorenzo di incolpare gli operatore della polizia giudiziaria che materialmente avevano predisposto le copie, in ordine al preteso inserimento nel supporto informatico consegnatogli, di un file che non avrebbe dovuto esservi inciso, anche perché irrilevante in relazione alle imputazioni mosse nei suoi confronti, e ciò all’ulteriore scopo di gettare discredito sulla Procura della Repubblica”.

Rispetto a questo episodio specifico, per via del quale è stato accusato di calunnia, Gianlorenzo ha chiesto scusa ieri durante l’interrogatorio di garanzia. Per oggi è attesa la decisione del gip che dovrà decidere se modificare la misura cautelare in carcere con i domiciliari, oppure lasciare il giornalista nella cella di Mammagialla.


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