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Civitavecchia - Intervista all'ex sindaco Pietro Tidei che, nonostante l'uscita di scena dal comune, augura l'avvio della fase operativa del progetto definendolo il suo cavallo di battaglia

“Civiter, è il momento di pedalare”

di Paola Pierdomenico

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Pietro Tidei

Pietro Tidei

Civitavecchia – “Civiter, è il momento di pedalare”.

Pietro Tidei non è più sindaco di Civitavecchia. Al suo posto, ora, c’è il commissario che  guiderà il comune fino alle prossime elezioni. Con le dimissioni di sedici consiglieri, il suo governo è di fatto caduto. ” Stare in comune tutti i giorni dalla mattina alla sera non bastava – commenta l’ex primo cittadino -. Ora il commissario non potrà fare la straordinaria amministrazione e molti grandi progetti resteranno bloccati”.

Al di là dell’amarezza, Tidei guarda avanti e già pensa alle sfide future. “Quasi sicuramente mi ricandido – dice -, ma la decisione finale spetta al partito e non a me”.

Tidei quindi si prepara a rientrare e a portare avanti alcune delle idee messe in campo nella sua gestione. Tra queste c’è anche Civiter che l’ex sindaco definisce “il suo cavallo di battaglia”.

E’ una vecchia idea partita da me e da Viterbo – dice Tidei -. Il progetto coinvolge un’area territoriale con caratteristiche simili e una base produttiva che deve per forza trovare sbocco nel porto di Civitavecchia“.

A partire da un’adeguata rete di collegamenti. “La sinergia tra i quattro comuni nasce per l’esigenza di far partire opere strategiche come la Civitavecchia-Orte-Terni-Rieti e la Trasversale Orte-Mestre che costituirebbe un ponte tra Tirreno e Adriatico”.

Fondamentale, per Tidei, il ruolo di Civitavecchia. “Siamo al centro del Tirreno, e quindi del Mediterraneo, per cui dobbiamo promuovere la logistica, coi centri merci e l’interporto della nostra città in sinergia con quello di Orte. Il primo sta decollando, l’altro, invece, è sottodimensionato rispetto alle sue potenzialità”.

Irrinunciabile il rilancio del porto. “Imbarchiamo ogni anno milioni di merci. E’ necessario quindi creare una filiera agroalimentare su tutto il territorio per metterci nelle condizioni di contrattare con gli armatori e i tour operator. Manca invece un’offerta economica dei produttori e delle associazioni degli imprenditori e di categoria. Non c’è poi una vera sinergia tra porto e comune”.

Una collaborazione, quest’ultima, che deve allargarsi. “I quattro i comuni devono lavorare con il porto, perché qui ogni anno sbarcano quattro milioni di persone. Solo intercettandole riusciremo a valorizzare il patrimonio archeologico di Tuscania e Tarquinia o le terme dei Papi di Viterbo”.

Tutto ruota intorno alla progettazione comune. “E’ necessario un piano di rilancio adeguato. Dovremmo riconvertire quella parte di porto mai usato per farne un porto grandi masse e rilanciare così l’artigianato, la piccola media industria viterbese e le risorse dell’asse Civtavecchia-Terni. E’ la sfida che dobbiamo lanciare come Alto Lazio e bassa Umbria. Il progetto Civiter va in questa direzione”.

Per Tidei è ora di passare ai fatti. “Definite le linee programmatiche, c’è da spingere e pedalare. Non c’è più tempo da perdere perché nel 2024, il turismo crocieristico sarà incrementato del 74 per cento a livello mondiale e si raddoppierà anche quello sul Mediterraneo. Una potenziale ricchezza che dovremo sfruttare e non lasciarci passare davanti”.

Tra gli attori anche l’Europa. “Ha i fondi necessari per rilanciare le infrastrutture, il turismo e l’agricoltura”.

Tidei conta di esserci. “Come sindaco – conclude Tidei – avevo messo a disposizione due ingegneri e un gruppo di giovani studenti. Spero questo progetto vada comunque avanti anche se il comune di Civitavecchia non ha il sindaco. Non ho avuto dubbi ad accettare la sfida di Civiter che è un mio cavallo di battaglia. Dopo anni, ho trovato amministratori disponibili a intraprendere questo percorso. Mi preparo a esserci di nuovo, nonostante la battuta d’arresto”.

Paola Pierdomenico 


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7 dicembre, 2013

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