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Giornalista arrestato, oggi l’udienza al Riesame

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Paolo Gianlorenzo [4]

Paolo Gianlorenzo

L'avvocato Franco Taurchini [5]

L’avvocato Franco Taurchini

L'avvocato Carlo Taormina [6]

L’avvocato Carlo Taormina

Viterbo – E’ il giorno del Riesame per Paolo Gianlorenzo.

Il giornalista arrestato per minacce e violenza privata potrebbe sapere già in giornata se tornerà libero o resterà ai domiciliari.

La decisione spetta al collegio dei giudici romani, chiamati a pronunciarsi sul ricorso della difesa. Agli avvocati Franco Taurchini e Carlo Taormina, infatti, non è bastata l'”apertura di credito” del gip Francesco Rigato, che ha scarcerato Gianlorenzo dopo quarantott’ore.

I legali chiedono la revoca anche degli arresti domiciliari, giudicati dalla difesa sproporzionati rispetto alle accuse. Dall’altra parte, con tutta probabilità, ci sarà il pm Massimiliano Siddi, titolare del fascicolo, a controbattere sulla solidità dell’impianto accusatorio e sulla necessità della misura cautelare.

Se i giudici accoglieranno il ricorso e annulleranno l’ordinanza del gip, Gianlorenzo sarà libero. Altrimenti, resterà recluso in casa a tempo indeterminato.

Il Riesame potrebbe decidere subito o prendere tempo. Un eventuale ritardo del dispositivo, come succede nove volte su dieci, equivarrebbe a un rigetto della richiesta dei difensori.

A portare in cella Gianlorenzo è stata la denuncia della moglie di Francesco Battistoni, ex capogruppo regionale Pdl e bersaglio preferito dei velenosi articoli del giornalista.

Agli agenti di polstrada e polizia giudiziaria, coordinati dal pm Siddi, la signora ha spiegato di essere stata più volte intimorita dal giornalista. Le presunte minacce sarebbero avvenute alla scuola Vanni, frequentata dai figli di Battistoni e Gianlorenzo. Lui le si sarebbe parato davanti, sulle scale dell’istituto, bloccandole l’uscita e pronunciando frasi tipo: “Vedrai che ti succede…”. Un “episodio inquietante”, scrive il gip nell’ordinanza che ha spedito in cella l’ex direttore di “Nuovo Viterbo oggi” e “L’Opinione di Viterbo e alto Lazio”. Ma non è l’unico nuovo elemento a carico del giornalista, già indagato a piede libero per quattro episodi di estorsione.

Le 48 pagine dell’ordinanza del gip parlano anche della calunnia a danno degli agenti della polstrada, accusati da Gianlorenzo di aver inserito nel fascicolo il filmato di un suo rapporto sessuale. Ma non era vero. 

Tutto questo solo nell’ultima delle tre inchieste aperte sul giornalista dalla procura di Viterbo. Le altre riguardano le fatture taroccate per screditare Battistoni e il gruppo regionale Pdl da lui guidato e, soprattutto, la macchina del fango. Una serie di violenti attacchi a mezzo stampa a Battistoni e ad alcuni di quegli imprenditori e politici dai quali Gianlorenzo voleva qualcosa: negargliela, per gli inquirenti, equivaleva a finire nel suo tritacarne. Ma questa è un’altra storia: per il fascicolo sulle fatture false, Gianlorenzo e Fiorito aspettano l’avviso di conclusione delle indagini; la macchina del fango, invece, è alle richieste di rinvio a giudizio.


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