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Viterbo - Si è svolto ieri pomeriggio nell'aula magna del rettorato dell'Università della Tuscia

Il seminario “La scena del crimine” fa il pieno

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Un momento del seminario "La scena del crimine"

Un momento del seminario “La scena del crimine”

Un momento del seminario "La scena del crimine"
Un momento del seminario "La scena del crimine"

Viterbo – Ieri pomeriggio circa duecentocinquanta tra studenti del curriculum investigazioni e sicurezza (Scienze Politiche e delle relazioni internazionali), magistrati, avvocati del Foro di Viterbo e Civitavecchia, forze dell’ordine, professori e studenti degli istituti superiori hanno assistito presso l’Aula magna del rettorato ad un seminario pratico, avvolgente, a volte crudo su una scena del crimine, che attraverso la proiezione di foto di repertorio ha mostrato il crimine nella sua veridicità, catapultando per un giorno gli studenti in una ambientazione che ritroveranno durante il corso nello studio delle materie tecnico-scientifiche: morti riversi a terra con accanto l’arma del delitto; morti trafitti da armi improprie imbrattate del proprio sangue sparso sul pavimento.

Vi è addirittura la ricostruzione fedele di un omicidio (scena del crimine cinturata da nastro bianco-rosso) con un uomo riverso a terra (manichino) attinto da diversi colpi d’ arma da fuoco.

Il rettore Alessandro Ruggeri nel portare i suoi saluti ha parlato alla platea di un corso che fornirà agli studenti non solo una solida preparazione giuridico-storica-economica, ma anche tecnico investigativa fondamentale per intraprendere, in futuro, attività che ruotano nel campo delle investigazioni e della sicurezza.

Dopo una breve presentazione del corso da parte del professor Elio D’Auria è intervenuto Vincenzo Cianchella, che a fronte della sua grande esperienza di investigatore di strada ha dato dei suggerimenti tecnico-operativi per il personale di polizia che interviene per primo sulla scena del crimine.

Il professor Martino Farneti, esperto di balistica forense con esperienze lavorative con organismi investigativi internazionali (Scotland Yard, Fbi, BudesKrimilampti), ha poi illustrato in modo approfondito le modalità e le tecniche da seguire nel corso di un sopralluogo soffermandosi a lungo sugli accorgimenti da prendere per non contaminare la scena del crimine e le tracce del reato.

Il professor Farneti si è auspicato che dal corso di investigazioni dell’Università della Tuscia possano in futuro uscire anche validi tecnici scientifici che, dopo esperienze fatte sul campo, possano inserirsi nel mondo della balistica forense, settore che abbisogna sempre più di esperti.

 

 

 


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5 dicembre, 2013

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