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Bilancio di fine anno 2013 - Gli episodi di cronaca più rilevanti degli ultimi dodici mesi

Abusi, violenze e omicidi: un anno nero per le donne

di Francesca Buzzi

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Il cassonetto di via Solieri dove è stato ritrovato il feto

Il cassonetto di via Solieri dove è stato ritrovato il feto

Il corpo della donna portato via dalla casa

Il corpo di Anna Maria Cultrera portato via dalla casa

I carabinieri della scientifica sul luogo del delitto

I carabinieri della scientifica sul luogo del delitto di Barbarano Romano

Violenza sessuale su due sorelline - Il 46enne che va a prendere le ragazzine in barca

Violenza sessuale su due sorelline – Il 46enne che va a prendere le ragazzine in barca

Violenza sessuale su due sorelline - Il 46enne che va a prendere le ragazzine in barca

Operazione Sharing - Le armi sequestrate

Operazione Sharing – Le armi sequestrate

Operazione Sharing - Le immagini di una rapina

Operazione Sharing – Le immagini di una rapina

Tentato furto in villa - Le immagini degli scassinatori in azione

Tentato furto in villa – Le immagini degli scassinatori in azione

Operazione Drum - Una perquisizione

Operazione Drum – Una perquisizione

Operazione Drum - Uno degli arresti

Operazione Drum – Uno degli arresti

Casa di riposo di Nepi - Anziani picchiati e insultati

Casa di riposo di Nepi – Anziani picchiati e insultati

Civita castellana - L'incendio al Maury's

Civita Castellana – L’incendio al Maury’s

Civita castellana - L'incendio al Maury's
Civita castellana - L'incendio al Maury's

L'incidente mortale sulla Nepesina

L’incidente mortale sulla Nepesina

Viterbo – Un feto di sette mesi buttato in un cassonetto. Una donna brutalmente uccisa a coltellate dal compagno. Due sorelline violentate per anni dal patrigno. E poi rapine, incendi, episodi di usura, incidenti mortali e tanti, sicuramente troppi, suicidi.

E’ lunga la scia di sangue che ha attraversato la Tuscia nel corso del 2013 e a saltare agli occhi, scorrendo i casi più eclatanti di cronaca nera, c’è una coincidenza: le vittime di violenza, in alcuni casi anche molto efferata, sono state soprattutto donne, nonostante proprio quest’anno il governo abbia varato la legge sul femminicidio per tentare di fermare i delitti di genere.

Era di sesso femminile il feto di appena sette mesi gettato in un cassonetto dell’immondizia in via Solieri a Viterbo il 2 maggio. A compiere quel gesto terribile, pochi minuti dopo il parto, è stata proprio la giovane mamma 24enne che l’ha partorito. Il 6 maggio è stata arrestata e rinchiusa nel carcere di Rebibbia, dal quale è uscita a metà novembre per decorrenza dei termini di custodia cautelare. Con lei è indagato a piede libero anche un infermiere che le avrebbe fornito un farmaco per provocare le contrazioni.

Poco più di un mese dopo, il 10 giugno, a Vetralla una giovane donna è costretta a lanciarsi dalla finestra per sfuggire alla furia di un uomo che la stava picchiando e violentando sotto gli occhi del suo fidanzato. Il 36enne, arrestato dai carabinieri la sera stessa, aveva prima massacrato di botte il ragazzo e poi si era scagliato su di lei con calci e pugni cercando di costringerla a un rapporto sessuale.

Il 12 ottobre il piccolissimo paese di Barbarano Romano è scosso da un delitto brutale. Anna Maria Cultrera, 61enne ex impiegata alle poste, viene massacrata con una cinquantina di coltellate dal suo compagno, il 65enne Antonio Matuozzo. E’ lui stesso a chiamare i carabinieri alle 3 di notte e a confessare di essersi scagliato contro Anna Maria, mentre lei dormiva, con una lama da 21 centimetri. Sotto la pioggia di colpi la donna si è anche svegliata e ha tentato di difendersi, ma non è servito a nulla. Matuozzo l’ha lasciata in una pozza di sangue sul letto, con il coltello ancora conficcato in gola.

Passano meno di venti giorni e a Marta gli uomini della squadra mobile di Fabio Zampaglione fanno venire alla luce una brutta storia di violenza sessuale su due sorelline. Gli abusi accompagnano per anni la crescita delle ragazzine, da quando hanno 12 e 14 anni fino alla maggiore età di una delle due. A finire in manette è il “patrigno”, che non aveva smesso di approfittarsi di loro nemmeno dopo la fine della relazione con la madre. Tuttora l’uomo è agli arresti domiciliari sull’isola Martana del lago di Bolsena.

A novembre, più precisamente il 9 intorno alle 2 di notte, una donna lituana di 28 anni si è presentata al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle con un fortissimo dolore a un polmone: non si era accorta di avere la lama di un coltello piantata nella schiena e il manico che sporgeva. L’episodio è accaduto in una casa del centro di Viterbo, vicino piazza della Morte. A colpirla sarebbe stata la sorella maggiore, che ora è accusata di tentato omicidio.

Non sono mancati episodi di violenza con tanto di armi in pugno. Il 12 febbraio, due persone armate di pistola hanno fatto irruzione nella storica boutique di Franco Caldarelli, nel cuore della città dei papi, a piazza del Gesù. Hanno minacciato i commessi del negozio per farsi consegnare il denaro, ma la cassa era vuota. Uno dei due, spazientito, ha sfogato la propria rabbia colpendo con il calcio della pistola uno dei due addetti alla vendita. Subito dopo la fuga a mani vuote.

Il 3 maggio i carabinieri portano a termine l’operazione Sharing che smantella, dopo mesi di pedinamenti e appostamenti, una banda di quattro uomini accusati di una serie di rapine in negozi e supermercati sia del Viterbese che della provincia di Roma. La più eclatante era quella al “Risparmio casa” di Viterbo il 13 ottobre del 2012. Nel covo dei rapinatori i militari trovarono un vero arsenale: mitragliette, fucili a pompa, pistole e anche qualche dose di cocaina.

Pistole in pugno e con il colpo in canna anche a Monterosi dove il 9 agosto tre ladri sono entrati nella gioielleria del Mercatone Uno e, minacciando i dipendenti, hanno messo a segno un colpo da 50mila euro. Tutto era andato liscio, ma la loro fuga è durata appena qualche minuto perché i carabinieri della compagnia di Civita Castellana, che già li tenevano d’occhio da giorni, li hanno subito intercettati e arrestati.

Sventato prima ancora di essere portato a termine, invece, un furto in una villa in strada Due casali a Viterbo. Ad agire sono stati tre uomini: due albanesi e un italiano di Monza, che in pieno giorno sono penetrati nella casa aprendo prima le inferriate con la fiamma ossidrica e poi sfondando la porta a sprangate. A incastrarli è stato il sistema di sorveglianza che ha fatto subito scattare l’intervento della polizia.

Il 2013 ha portato molto lavoro alle forze dell’ordine anche sul fronte dell’usura, dei soldi riciclati e della droga. L’8 marzo finisce in manette per usura Daniele Califano e il 20 giugno il suo presunto complice Antonio Pasquini. A far partire le indagini della polizia è stata la denuncia di una nota imprenditrice di Viterbo. Dagli approfondimenti emerge un circolo vizioso di richieste di denaro che arrivano ad avere un tasso di interesse del 251%. Nei confronti dei due, ora tornati in libertà, è già partito il processo con il rito del giudizio immediato.

Il 7 maggio la Dda di Reggio Calabria assicura alla giustizia 22 persone nell’ambito dell’operazione El Dorado. Un sistema che sfruttava proprio la Tuscia per riciclare il denaro sporco della ‘ndrangheta con investimenti fasulli su aziende locali per 600mila euro.

Ancora soldi, questa volta sottratti al fisco, sono quelli dell’impero della famiglia Sacconi, finiti a ottobre sotto la lente del nucleo di polizia tributaria della finanza. Una vicenda che è sfociata nel sequestro preventivo da 9 milioni di euro e ha congelato le proprietà di quattro imprenditori edili viterbesi, indagati per evasione fiscale: Mauro Sacconi, i suoi figli Simone e Alessio e Fabio Galanti.

Quanto alla droga, oltre alle decine e decine di arresti di minore entità che si sono susseguiti nel corso dell’anno, spicca l’operazione Drum. Un maxi blitz da 61 arresti e 111 perquisizioni che ha smantellato una radicata rete di spaccio il cui cuore era un agriturismo di Marta.

A chiudere l’anno due agghiaccianti episodi in due paesi della provincia. Il primo, il 29 novembre, a Nepi. Qui madre e figlia sono state arrestate con l’accusa di aver maltrattato gli anziani di una casa di riposo che gestivano. Un video dei carabinieri del Nas mostra i pazienti che venivano presi a schiaffi, insultati e immobilizzati alle sedie.

L’ultimo fatto di cronaca nera si è verificato a Civita Castellana. Il Maury’s inaugurato appena cinque giorni prima, dopo non poche polemiche sulle assunzioni dei dipendenti, è stato letteralmente distrutto dalle fiamme in un incendio che dalle prime indiscrezioni è subito sembrato di origine dolosa.

Infine, nel corso del 2013, si contano ben 15 suicidi: più di uno al mese. Un gesto estremo al quale sono ricorse persone disperate di ogni età e sesso. Ventitre, invece, gli incidenti d’auto mortali in cui hanno perso la vita 26 persone. Di tutti, quello che più sconvolse la Tuscia, è accaduto sulla Nepesina il 4 ottobre. In uno schianto muoiono la 36enne Ambra Serra e suo figlio Mirko di 8 anni. La sorellina minore, Asia, di 6 anni, rimane ferita gravemente e lotta tra la vita e la morte per settimane. Ora è finalmente fuori pericolo.

Francesca Buzzi


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1 gennaio, 2014

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