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Bilancio di fine anno 2013 - Politica - Il presidente della Provincia Marcello Meroi traccia un quadro delle attività svolte dall'ente nel 2013 e riflette sul futuro politico

“Non mi ritrovo in nessuno dei partiti di centrodestra”

di Paola Pierdomenico

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Il presidente della Provincia Marcello Meroi

Il presidente della Provincia Marcello Meroi 

Viterbo – “Non mi ritrovo in nessuno dei partiti di centrodestra”.

Ha un tono un po’ amareggiato Marcello Meroi nel tracciare un bilancio dell’attività di Palazzo Gentili nel 2013. E non per i risultati della provincia che anzi ritiene soddisfacenti, ma per alcune scelte politiche che hanno privilegiato gli interessi partitici a quelli territoriali. Una soluzione poco congeniale a Meroi che non nasconde di vedere un futuro libero da impegni politici.

Il suo percorso sembra essersi esaurito. Lui stesso ammette di non riconoscersi negli schieramenti di centrodestra emersi dalla frantumazione del Pdl. Ora, comunque, la priorità resta il territorio e il suo rilancio.

“La nostra – dice Meroi – è una delle pochissime province in Italia che è riuscita ad avere un bilancio in linea al patto di stabilità, nonostante le difficoltà economico-amministrative. Una condizione che ci ha permesso di accedere a otto milioni e mezzo di fondi. Un grosso successo amministrativo“.

Già destinati  i fondi ottenuti dalla provincia. “Gli otto milioni e mezzo concessi serviranno, in parte, al rifacimento stradale. Erano dieci anni che non veniva stanziato un finanziamento di tale portata. L’ultimo risale all’amministrazione Marini. Agiremo sui 1500 km di strade della provincia. Un’operazione di grande responsabilità”.

Interventi anche sulle scuole. “Vogliamo garantire la sicurezza delle strutture e di chi le frequenta in base alle nuove normative”.

Lunga la lista dei provvedimenti da attuare. “Da qui a giorni, avremo la prima tranche dei dieci milioni e 400mila euro che sono ci stati destinati agli interventi di recupero e ristrutturazione per i danni dell’alluvione che ha colpito il nostro territorio. Su questi, in base a un accordo fatto con la Regione, genio civile, prefettura e i comuni interessati, inizieremo a distribuire i soldi alle amministrazioni perché diano il via ai lavori, nella speranza che poi il ministero, tramite la regione, invii gli altri otto milioni che restano”.

La politica del governo continua, però, a penalizzare gli enti. “Volevamo fare obiettivamente di più, ma nel momento in cui un governo dissennato non fa altro che attaccare le province, dichiarando continuamente di volerle abolire per risolvere i costi della politica, per un discorso di mera demagogia, c’è poco da fare. Oggi, però, tutti si accorgono, che questo taglio comporta solo un aumento delle spese e una sovrapposizione di funzioni. La ragioneria generale dello stato e la corte dei conti hanno già certificato all’interno della commissione Affari costituzionali della Camera, a cui io ho partecipato in rappresentanza delle province, che questo tipo di soluzione non ha fondamento se motivata dal risparmio di spesa”.

Per Meroi, aumenterà il proliferare di centri di costo. “Il trasferimento dei 56mila dipendenti comporterà indennizzi nei contratti e si affronteranno spese anche per la riorganizzazione dei settori. E’ un disegno di legge assolutamente farlocco e un pretesto di facciata per far vedere che si è agito su alcune istituzioni politiche per ridurre i costi. Un tentativo che però è fallito”.

Niente in contrario, invece, al riordino. “Come Upi siamo d’accordo, purché si faccia in maniera sensata”.

Sinergia è la parola chiave del 2014 . “Serve collaborazione tra territorio e istituzioni, perché se attendiamo l’intervento del governo centrale non faremo nulla. Questo è un paese in caduta libera e con una gestione politica censurabile sotto tutti i punti di vista. I territori devono fare sistema con le istituzioni, le associazioni e i riferimenti politici locali, altrimenti vedo pochi spiragli di luce“.

Meroi crede di aver impiegato bene il suo tempo. “Sarò l’ultimo presidente di Palazzo Gentili eletto dai cittadini. Mi rimprovero molte cose, specie le tempistiche di alcune scelte. In ogni caso, ho sempre cercato di dare il massimo sia sul lato personale che professionale, cercando di stabilire un rapporto corretto e rispettoso con tutte le forze politiche. Ce l’ho fatta. Le battaglie, certo, non sono mancate, ma nemmeno la collaborazione, anche con l’opposizione”.

Quindi Meroi riflette sull’esperienza politica. “Per tanto tempo ho accettato che ci fosse troppa strategia politica all’interno dell’amministrazione. La politica è profondamente cambiata, la gente non ha più fiducia nei partiti e anzi è disgustata da tutta una serie di liti che questo mondo offre. Abbiamo ottenuto finanziamenti senza precedenti. Non sono disposto a privilegiare le scelte partitiche a quelle istituzionali. Non dò ultimatum, è solo una scelta dell’ultimo periodo in linea con quello che vuole la gente vorrebbe sentirsi dire. Al di là delle problematiche degli ultimi anni comunque, la maggioranza che ha sostenuto questa provincia ha permesso di ottenere risultati per il nostro territorio. Abbiamo un anno per dare un ulteriore impulso positivo e promuovere il territorio”.

Dalle parole di Meroi, la sua carriera politica sembra essere arrivata al capolinea. “Se a breve dovesse chiudersi l’esperienza della provincia – conclude -, probabilmente, vivrei il mio futuro da privato cittadino. Non mi ritrovo in nessuno dei partiti di centrodestra che si sono creati dalla frantumazione del Pdl. I partiti hanno fallito tutti, senza distinzioni. Oggi non mi iscriverei a nessuno schieramento e preferirei fare più amministrazione che politica. Sono tanti anni che faccio politica e credo di avere dato tutto quello che potevo dare. Non ho più venti anni, ne ho viste tante e un po’ mi sono stancato”.

Paola Pierdomenico


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2 gennaio, 2014

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