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Viterbo - Rifondazione attacca il sindaco Michelini

Rc: “Subito il registro per le unioni civili”

Il sindaco Leonardo Michelini

Il sindaco Leonardo Michelini 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Abbiamo dovuto leggerle tre volte e aspettare un giorno prima di metabolizzarle, perché le dichiarazioni del sindaco Leonardo Michelini a proposito della famiglia e del registro delle unioni civili hanno dell’incredibile. Per dirla con uno slogan: quelle parole si collocano fra il balilla (il giovane fascista, inquadrato dal regime) e il Barilla (l’imprenditore, tristemente noto per le sue dichiarazioni contro le famiglie gay negli spot). 
Rispetto al tema delle unioni civili, infatti, il sindaco comincia “grosso modo” col dichiararsi favorevole, salvo poi cambiare argomento e aggiungere che “la famiglia è una sola” in quanto la “procreazione” sarebbe un “interesse nazionale”. E così siamo di nuovo al “Dio Patria e Famiglia”.

Evitiamo qui di parlare della scelta discutibile di buttarla sull'”interesse nazionale”  (e la laicità e l’uguaglianza cosa sono, signor sindaco?) la si può lasciar passare come una lisciata di pelo, per smorzare il furor sacro delle associazioni clericali che gridano allo scandalo, e per tenere buone le componenti più retrive della sua strana maggioranza (un calderone che va da Sel, a Caffeina, al Pd di Fioroni).

Invece quelle parole suonano come un’offesa alll’autoderminazione delle donne, arrivata dopo decenni di battaglie e conquiste, e che a quanto sembra ancora deve essere difesa contro un sistema capitalistico e patriarcale che non ammette una donna libera e consapevole, non più disposta a subire la gabbia dei “ruoli” imposti. Forse il signor sindaco preferisce quanti la vogliono sottomessa, atta solo alla procreazione e possibilmente a casa, “angelo del focolare”?

Le affermazioni fatte sono ciniche e discriminatorie, forse una coppia che non ha figli non contribuisce ad “edificare la nazione” e quindi non è “interesse della nazione” riconoscere ad essa gli stessi diritti (come ebbe a dire qualche tempo fa, in un altra delle sue improvvisazioni giuridiche: riconoscere questi diritti “per Viterbo” non è “una priorità”)?

La pletora di interventi dei soliti e conosciutissimi noti, che si oppone all’istituzione del registro delle unioni civili anche a Viterbo, istituzione che in molte città italiane esiste da anni, è demonizzante, indice di un conservatorismo becero e reazionario. La chiusura mentale di chi a Viterbo si sta stracciando le vesti davanti alle più normali istanze di laicità, civiltà e allargamento dei diritti, denota il carattere papalino di un paesotto fermo all’anno mille ( ma il papa attuale forse è molto più avanti!), una resistenza cieca verso una società che cambia e si evolve con buona pace dell’inquilino di Palazzo dei Priori e della sua area politica di riferimento, clericale e democristiana.

Chiediamo che venga subito istituito il registro per le unioni civili, e che questa scelta venga argomentata con la dovuta chiarezza – e cioè come una presa di posizione laica, democratica e tollerante.

Rifondazione comunista – Circolo di Viterbo

11 gennaio, 2014

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