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Viterbo - Comune - Gianluca Zappa interviene sul dibattito in seguito alla segnalazione del comitato Sì alla famiglia sul mancato deposito delle firme di Arci cultura lesbica a favore della petizione sulle unioni civili

“Registro coppie di fatto… meglio dedicarsi ad altro”

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Gianluca Zappa

Gianluca Zappa 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Caro direttore,

da collega a collega, voglio condividere con te alcune riflessioni sul famoso registro delle unioni civili che tanto sembra interessare all’’attuale maggioranza che governa Viterbo.

Se è vero, come sembra proprio vero, che le famose mille firme della petizione popolare a favore del registro non sono state mai depositate negli uffici comunali, tutta la vicenda assume contorni imbarazzanti e addirittura ridicoli.

Eppure, da qualche mese, nel palazzo e sulla stampa locale non si parla d’’altro. Qualcuno si è impegnato a stilare il testo del regolamento del registro, da sottoporre all’’approvazione del consiglio comunale. Un’’intera commissione consiliare è stata convocata per ascoltare, in audizione, le parti favorevoli e quelle contrarie. Insomma, si è fatto un gran polverone intorno a quella che doveva sembrare una vera e propria emergenza e alla fine?

Alla fine risulta che le firme di Arci Lesbica non le ha viste nessuno, non sono ancora arrivate al Palazzo. Non c’’è stato un atto formale, niente. Le uniche firme depositate, al momento, sono quelle dalle associazioni cattoliche riunitesi nel comitato “Sì alla famiglia”, raccolte contro il suddetto registro, nelle ultime settimana.

Io penso ce ne sia abbastanza per fare arrossire di vergogna e di imbarazzo tutti i soggetti coinvolti: chi sostiene di aver raccolto mille firme e pretende di essere creduto sulla parola, guardandosi bene dal dimostrare coi fatti quello che afferma; chi credendo a quella parola, si convince subito della necessità di scrivere e proporre il regolamento che disciplina la materia; chi (sindaco e consiglieri) si fida di chi si è fidato e impegna le assemblee cittadine, e quindi se stesso, nella discussione; chi (una stoccatina anche alla stampa ci vuole proprio), invece di verificare, diffonde notizie che poi si rivelano non del tutto fondate.

Poi si arriva addirittura al paradosso totale, che è quello di mettere sotto accusa (nel Palazzo e sulla stampa) la veridicità delle firme raccolte dalle associazioni cattoliche, le uniche, finora, ad essere state depositate regolarmente in Comune e quindi le uniche ad essere consultabili e valutabili. La realtà è stata completamente ribaltata: si è data autorevolezza morale a firme che, se ci sono, sono arrivate al Palazzo per vie non ufficiali, e si è cercato di negarla a quelle che sono state raccolte alle porte delle chiese e che sono ormai dotate dell’ ufficiale sigillo del protocollo. Roba da pazzi, viene proprio da dire.

A tutto ciò si aggiunge, poi, la confusione (se non si vuole parlare di scorrettezza) con la quale è stata gestita l’’intera vicenda dell’’audizione delle associazioni cittadine, denunciata in modo preciso e circostanziato dal comitato del “Sì alla famiglia” nella sua recente conferenza stampa.

Insomma, in tutta questa vicenda sono in molti a non farci proprio una bella figura. Primo fra tutti, per forza di cose, il sindaco Michelini, che forse dovrebbe cominciare a guardarsi meglio intorno, a tirare bene le orecchie a chi vanno tirate, a sbattere un po’’ i pugni sul tavolo. Che razza di figura gli stanno facendo fare? Com’’è possibile scatenare una guerra sul nulla? Come ’è possibile sfiancarsi sul nulla, invece di impegnare le energie in settori dove c’è veramente bisogno degli amministratori?

Il rinvio della discussione sul registro è stata, al momento, l’’unica mossa veramente saggia. Ancor più saggio sarebbe accantonare del tutto la cosa e dedicarsi ad altro. Ad una politica per le famiglie viterbesi, per esempio. Non ti pare?

Gianluca Zappa

26 gennaio, 2014

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