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Scaricavano 100mila chilometri sulle auto da rivendere

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Una pattuglia della polizia nelle vicinanza dell'abitazione [4]

Guardia di finanza [5]

Guardia di finanza

Viterbo – (f.b.) – Scaricavano 100mila chilometri sulle auto da rivendere.

Non bastava importare le macchine dall’estero e rivenderle senza versare l’Iva. In alcuni casi a quelle auto venivano anche scaricati in blocco tantissimi chilometri già percorsi. Anche 100mila a volta. Il tutto, ovviamente, per farle sembrare in uno stato decisamente migliore della realtà e venderle quindi a un prezzo maggiore.

Di questo sono accusati i sei gestori di un autosalone di Capranica e l’amministratore di una società cartiera con sede a Roma. Cinque sono accusati di associazione a delinquere finalizzata alla frode commerciale e fiscale. Tra i reati contestati a vario titolo, anche evasione fiscale e falso ideologico.

Ieri mattina uno degli ispettori della polizia stradale che si occupò delle indagini, partite nel 2006, ne ha spiegato i dettagli di fronte ai giudici del collegio.

“I nostri accertamenti sono iniziati per verificare il sistema delle importazioni – ha spiegato l’ispettore – che l’autosalone gestiva servendosi di un intermediario. Una sorta di società fittizia che emetteva fatture senza versare l’Iva sulle auto comprate dall’estero e rivendute in seguito in Italia”.

Ma c’è di più. A volte, appena entrate sul suolo italiano, le macchine venivano “alleggerite” dei chilometri percorsi.

“Verso la fine del 2006 – continua l’ispettore – abbiamo seguito l’importazione di alcune auto dall’Austria. Abbiamo fermato uno degli imputati a un posto di blocco e abbiamo controllato il contachilometri. Dopo un po’ di tempo, da ulteriori controlli, abbiamo verificato che a quella macchina erano stati tolti 100mila chilometri”.

Le auto che sono finite sotto la lente di ingrandimento della polizia stradale, e successivamente anche della guardia di finanza, sono in tutto 29. Tutte importate con lo stratagemma della cosiddetta frode carosello nell’arco di sei o sette mesi.

La prossima udienza è stata fissata al 24 giugno.


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