Gamboni-infissi-infissi-nov-2017

--
Caffeina-Stagione-Teatrale-580x60
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Roma - Inchiesta rifiuti Lazio - Il ritratto di Cerroni nelle informative del Noe

Schivo, scaltro e con le amicizie giuste

Condividi la notizia:

Manlio Cerroni

Manlio Cerroni

Roma – Scaltro, schivo e poliedrico.

A 86 anni, il re delle discariche Manlio Cerroni dimostra una lucidità invidiabile. Un infallibile fiuto per gli affari. Una capacità innata di coltivare le sue public relations. Specie se sfruttabili a suo vantaggio.

Lo dicono le informative dei carabinieri del Noe, cuore dell’inchiesta sulla gestione dei rifiuti laziale aperta dalla procura di Roma. Pezzi di indagine da migliaia di pagine l’una, che entrano tanto nel dettaglio dei capi d’accusa, quanto nella psicologia dei personaggi. Tanto da dedicare un apposito paragrafo ai “protagonisti”- indagati.

Cerroni è il primo della lista. Al termine dell’inchiesta, gli uomini del colonnello “Ultimo” Sergio De Caprio e del capitano Pietro Rajola ne tracciano un ritratto identico all’originale.

“Imprenditore scaltro e schivo – scrive il Noe – tanto da figurare raramente, in prima persona, nelle cronache. Solo in ultimo, nell’ambito del reportage fatto dalla trasmissione Report, ha rilasciato personalmente una fugace intervista”.

Il “protagonista principale di questa vicenda” nasce il 18 novembre 1926 a Pisoniano. Niente più che un borgo di poche centinaia di anime a cinquanta chilometri dalla Capitale. La sua sfolgorante carriera inizia a trent’anni. “Da allora riusciva ad accaparrarsi vaste fette di mercato nel settore” e ad accreditarsi come “re della spazzatura”. Meglio ancora: “imperatore”, come si sarebbe definito in un video circolato su Internet.

“Solo nella capitale raccoglieva, attraverso la discarica di Malagrotta gestita da società sotto il suo controllo, i rifiuti di Roma, di Fiumicino, Ciampino e della Città del Vaticano – si legge, ancora, sull’informativa -. Vantava interessi, sempre nel settore della gestione rifiuti, nel nord Italia, in Umbria, in Puglia e in Calabria. Qui, nel giugno del 2007, veniva denunciato dalla guardia di finanza di Cosenza, per truffa e associazione a delinquere, insieme ad altri, in ordine alla mancata realizzazione di un termovalorizzatore”. I reati, guarda caso, sono gli stessi che, a tutt’oggi, gli contestano i pm Alberto Galanti e Maria Cristina Palaia, insieme agli altri sei arrestati, tra cui anche Bruno Landi, amministratore della società Ecologia Viterbo che gestisce la discarica viterbese di Casale Bussi.

Cerroni “vantava ingentissimi interessi nella gestione di importanti centri di trattamento rifiuti come, ad esempio, la ben nota discarica di Malagrotta, le relative pertinenze tecnologiche e l’annesso gassificatore. Inoltre presentava importanti e considerevoli partecipazioni in svariate società destinate, in prevalenza, alla trattazione dei rifiuti”.

Qualche esempio? Calabria ambiente. Sytema ambiente. Ecologia 2000, con sede a Viterbo. Naturalmente, il consorzio Colari (Consorzio Lazio Rifiuti), gestore di Malagrotta. Ma nella lista stilata dal Noe, ci sono anche società sportive o facenti capo ai settori edile, alberghiero e televisivo. Ma “il principale interesse del Cerroni ricadeva nella sfera d’ambito della gestione dei rifiuti con diramazioni su quasi tutto il territorio nazionale”.

“Alcune delle imprese menzionate – scrive il Noe – risultavano avere il possesso di quote di altre società riportate nell’elenco, formando così un ginepraio, ovvero un sistema a scatole cinesi”

“Era illogico presupporre che la costituzione di un così vasto articolato imprenditoriale poteva essersi determinata senza adeguate penetrazioni all’interno di organismi istituzionali”, proseguono gli atti di indagine. E infatti, Cerroni era un maestro nel circondarsi di amicizie importanti nel mondo della politica. Una ragnatela di rapporti intessuti negli anni e curati nei minimi dettagli. E qui viene la lista dei politici beneficiari di cesti di Natale per 279mila euro comprati al noto caffè Palombini Eur di Roma. Tra politici omaggiati i quali anche il viterbese Giuseppe Fioroni.

Gli atti di indagine ripetono come un mantra il reale obiettivo di Cerroni: “creare artificiosamente le condizioni per poter autorizzare la realizzazione e la successiva gestione di un impianto di gassificazione in Albano Laziale”. Per successiva gestione, si intende il procacciamento degli incentivi Cip6.

“Manlio operava in una modalità straordinariamente poliedrica. Da una parte si occupava di mantenere i contatti con gli espondenti regionali, sia amministrativi sia politici. Dall’altra curava i rapporti a livello nazionale per far si che la normativa sui finanziamenti pubblici si spalmasse a dovere sull’impianto progettato. Infatti nel periodo investigato si susseguivano a breve distanza svariati strumenti normativi che regolavano in maniera differente, a volte opposta, la concessione dei fondi CIP6. In alcuni momenti l’impianto di gassificazione rischiava di non vedersi assegnati i finanziamenti. Per questo motivo Manlio curava particolarmente quest’aspetto intessendo contatti e relazioni con esponenti politici di livello nazionale quali, ad esempio Giuseppe Fioroni ed Ermete Realacci”.


Condividi la notizia:
18 gennaio, 2014

    • Altri articoli

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR