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Bilancio di fine anno 2013 - Sindacati - Intervista al segretario provinciale della Cgil Miranda Perinelli

“Solo il lavoro ci salverà dal declino”

di Paola Pierdomenico

Miranda Perinelli, segretario provinciale della Cgil

Miranda Perinelli, segretario provinciale della Cgil 

Viterbo – “Se non si riparte dal lavoro, sarà il declino”.

Teme di sembrare un disco rotto Miranda Perinelli nel tracciare un bilancio del 2013. Nonostante sia trascorso un anno, l’economia della Tuscia non è cambiata. Una situazione che il segretario provinciale della Cgil definisce “frustrante” e che si augura possa presto migliorare. A partire dal completamento della Trasversale che Perinelli considera il punto di svolta della.

“L’anno che si è appena concluso – dice il segretario della Cgil – non si può certo definire positivo. E’ aumentata la disoccupazione a cui si aggiungono i pensionati al minimo e il mancato aumento del potere d’acquisto, con l’aggravante delle tasse che invece di diminuire, aumentano”.

Problemi anche con la cassa integrazione. “Nessun sollievo nemmeno per gli oltre duemila lavoratori in cassa integrazione in deroga ai quali si sono aggiunti altri 300, proprio in questi giorni, e altri mille in mobilità in deroga. La cig non viene pagata e c’è chi deve prendere i soldi da sei messi o addirittura dallo scorso gennaio. Mancano sostegni economici e la gente è disperata. Regione e Inps continuano nello scarica barile per cui non si capisce se sia la prima a non fare le delibere o se la seconda a non lavorarle. E’ una vergogna giocare sul futuro di cittadini in difficoltà”.

Ad aggravare la situazione, per Perinelli, l’atteggiamento delle banche. “Gli istituti di credito hanno stipulato un accordo con la provincia per l’anticipo della cassa integrazione che è scaduto lo scorso aprile. Solo due banche hanno dato disponibilità a rinnovarlo. Un comportamento incomprensibile. Le banche dovrebbero avere più attenzione per chi sta peggio. Non hanno mostrato il minimo di sensibilità“.

La crisi ha toccato tutti i settori. “L’edilizia resta il comparto trainante della nostra economia e non ci sono segni di ripresa. Rispetto a 5 anni fa, infatti, sono mancati oltre tremila iscrizioni certificate. Non si può dire che sia stato un anno buono”.

Peggio è andata al distretto della ceramica. “Il sito della ceramica, come il manufatturiero, hanno avuto la più grande battuta d’arresto. Siamo al sesto anno consecutivo e le riserve si sono prosciugate. Ci sono 2300 lavoratori, di cui 1300, in cassa integrazione. La situazione è tragica, quindi o invertiamo la tendenza, o arriveremo a un lento declino“.

La Cgil non è rimasta con le mani in mano e lo scorso 28 novembre ha organizzato un convegno a sostegno delle imprese. “Ci sono dei passi da compiere come l’internazionalizzazione per aprirsi ai mercati esteri ed essere competitivi, le reti d’impresa, il risparmio energetico e la diversificazione produttiva. Le imprese sono ben consapevoli di queste misure e ciò che manca è solo la determinazione a metterle in atto per riavviare il rilancio del distretto”. A partire da alcuni obiettivi. “Qualità e il design dei prodotti per collocarli sul mercato e promuovere il made in Italy”.

Non va meglio anche per la sanità. “I tagli a quella pubblica hanno provocato danni all’assistenza dei pazienti, perché chi presta servizio ha sovraccarichi di lavoro perché non è stata applicata la formula del turn over. Nella nostra provincia poi mancano inoltre i posti letto e spesso siamo penalizzati rispetto ai cittadini romani. E’ un effetto domino che ha toccato ogni aspetto della società”.

Solo in un modo si può invertire questa  disastrosa tendenza. Bisogna ripartire dal lavoro per rimettere in moto l’economia. Se non si fanno girare i soldi, aumenta la tensione sociale, che in alcuni casi, per la mancanza di fiducia nelle istituzioni e nella politica, sfocia in conflitto”.

Tante le responsabilità dei governi che si sono succeduti negli ultimi anni. “La crisi ha preso il via nel 2008 con un governo che continuava a mascherarla. Noi, come Cgil, abbiamo fatto scioperi generali e manifestazioni, per sostenere il contrario, ma siamo rimasti inascoltati. Negli anni abbiamo protestato per dire che la politica dell’austerità, così come le riforme del lavoro e delle pensioni, non avrebbero pagato. Così è stato“.

Sofferenza anche a livello locale a causa dei tagli del patto di stabilità. “I comuni si sono trovati in difficoltà per i mancati trasferimenti dallo stato che li ha vessati senza permettere loro di usare i fondi per rilanciare l’economia territoriale”.

Per Prinelli serve creare un piano di sviluppo. “Dobbiamo rilanciare il distretto della ceramica che ha contribuito ad aumentare il Pil della provincia. In questo la Regione deve essere più presente e non solo a parole. Ambiente, agricoltura e turismo sono tasselli fondamentali di questa provincia. Lo abbiamo ripetuto fino alla nausea, ed è quasi stancante continuare a farlo. Dobbiamo impegnarci con convinzione, altrimenti è meglio lasciar stare”.

Solo con le infrastrutture sarà possibile ripartire. Su tutte la Trasversale. “Un collegamento in grado di unire porto e interporto per favorire la circolazione delle merci – conclude Perinelli -. Bisogna completare gli ultimi chilometri. Noi come sindacati abbiamo chiesto di diluire il debito sulla sanità in più anni per recuperare risorse a vantaggio delle opere strategiche. Solo così può ripartire il lavoro e quindi lo sviluppo del territorio. Subito dopo vengono il distretto industriale, l’agricoltura e il turismo valorizzati anche grazie a una solida base industriale. Sindacati, associazioni di categoria e istituzioni devono mettersi intorno a un tavolo per capire come intervenire in maniera concreta. Non servono soldi a pioggia o investimenti inutili, ma finanziamenti mirati a piani specifici”.

Paola Pierdomenico 

2 gennaio, 2014

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