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Stato di diritto - La proposta di Rodolfo Perosillo, Daniela Volpi, Patrizia Berlenghini (Tuscia in progress)

“Unioni civili, si dia voce ai cittadini con un referendum”

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Patrizia Berlenghini

Patrizia Berlenghini

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – E’ in corso ormai da qualche tempo a Viterbo il dibattito sulle unioni civili, con una foga che ne travalica gi effetti pratici assumendo talvolta toni ideologici.

Il consiglio comunale appare bloccato dal confronto, che come spesso accade quando si toccano, temi etici si radicalizza.

In tanti si sono espressi, il Pd in particolare ha scelto il tema per rinnovare le proprie divisioni o per allinearsi al nuovo corso dettato da Renzi. Associazioni, movimenti, comitati variamente coinvolti nel dibattito, molti attori in campo, una voce pare più flebile quella del semplice cittadino.

Forse sarebbe il momento di coinvolgere direttamente la comunità.

Lo statuto comunale dà facoltà al consiglio di indire referendum consultivi. Chiamare i cittadini a partecipare alle scelte, è il fondamento della democrazia, ma nella Tuscia si è usato poche volte a questo strumento, che fornisce indicazioni, seppur non vincolanti, agli amministratori, che poi dovranno disciplinare la materia.

La partecipazione diretta del cittadino riduce la distanza dalla politica, consente di ampliare il dibattito, aumenta la trasparenza del processo decisionale.

Potrebbe sembrare una concessione al populismo o un segno di debolezza della politica. Semmai è il contrario, chi è forte non teme il confronto.

L’utilizzo del refendum consultivo cittadino darà la misura dell’effettivo interesse comunità, che potrà essere chiamata non solo a esprimersi sulle unioni civili ma anche ad esempio: sulla pedonalizzazione del centro storico, su modelli diversi di gestione delle partecipate, sulla questione Talete, sul termalismo, o ancora, se le provincie saranno ridotte e accorpate a chi guardare per il futuro della Tuscia, cioè sulle più disparate tematiche.

Potrebbe essere un modo nuovo di interpretare il ruolo di amministratore avvicinandoci alle democrazie più avanzate come Usa e Svizzera dove è pratica comune chiamare al voto gli elettori su decine di questioni.

A maggio con le europee i cittadini viterbesi e magari anche di altri comuni potrebbero essere chiamati a esprimersi direttamente su tutta una serie di argomenti. Così oltre alla scheda delle europee potrebbero trovarsi un’altra che gli chiederà di esprimersi su questioni d’€™interesse cittadino.

In particolare la questione del registro delle unioni civili verrebbe  risolto da un voto popolare sicuramente rispondente al comune sentire della città e gli opposti fronti non potranno che prenderne  atto, sempre che nel frattempo non sopraggiunga una legge Nazionale.

In ogni caso con lo strumento del referendum consultivo con ogni comune traccerebbe il percorso amministrativo più in sintonia alla propria comunità. Un  passo verso una democrazia piena, partecipata e deliberante.

Rodolfo Perosillo
Daniela Volpi
Patrizia Berlenghini
Tuscia in progress

17 gennaio, 2014

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