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Stato di diritto - Viterbo - Interviene il segretario del Pd Andrea Egidi

Registro unioni civili, perché avere paura e tentennare?

di Andrea Egidi

Andrea Egidi

Andrea Egidi 

Viterbo – I diritti sono di tutti, sono per tutti.

Nella città di Viterbo in questi giorni, in maniera più alacre rispetto alle settimane precedenti, si sta dibattendo in merito dell’istituzione del registro per il riconoscimento delle unioni civili da parte dell’amministrazione comunale.

Dibattito che sta assumendo una piega sbagliata e che si sta trasformando in una vera e propria strumentalizzazione in virtù di ideali che appaiono più di tipo conservatore che religioso.

Il tema, di natura più etica che politica, stando a colloqui e valutazioni pubbliche, può raccogliere un consenso largo e trasversale tra i consiglieri comunali, che sembrano più uniti su questa tematica che su molte altre. Ma questo è un altro tema e lo si vedrà alla prova dei fatti.

Non si capisce però come in queste ore arrivino degli inviti, anche molto autorevoli, all’attendismo e che ci si rifaccia a vicende politiche nazionali che sappiamo bene non avranno tempi brevi di discussione ed approvazione ma che dovrebbero invece essere prese da stimolo per procedere in modo spedito.

Se Matteo Renzi, nuovo segretario del Pd, ha preso il coraggio a quattro mani ed ha posto un tema di questa natura in Italia non capisco perché noi si debba fare il contrario, cioè avere paura e tentennare, bloccare un percorso, attendere.

Cosa dovremmo aspettare?

La domanda è un’altra, e cioè: c’è un motivo reale (e non medievale) per procrastinare ancora l’approvazione del registro?

Se non sbaglio il prossimo 16 gennaio è convocata la commissione competente per ascoltare le associazioni in merito al testo in discussione, pareri certo non vincolanti ai fini dell’esito del voto sulla proposta ma comunque significativi.

Il passaggio successivo sarà di nuovo in commissione dove i consiglieri voteranno il testo proposto e discuteranno sul regolamento predisposto dagli uffici; successivamente in consiglio verrà licenziato (ci auguriamo con esito positivo) il regolamento e la proposta di istituzione del registro.

Io credo, e lo dico con rispetto per chi a differenza di me nutre dubbi, che si debba procedere per far fare un salto di qualità a questa città su una vicenda di civiltà e di giustizia.

Credo sia giusto inoltre continuare a rivendicare come Pd la giustezza di questa battaglia e nelle sedi deputate lavorare affinché questo tema sia ampiamente dibattuto, con serietà e senza “guerre di religione” quanto mai dannose e sbagliate.

Le unioni civili sono quelle forme di convivenza, non ancora riconosciute dall’ordinamento giuridico, fra due persone legate da vincoli affettivi ed economici non vincolate dal matrimonio o impossibilitate a contrarlo, l’istituzione del registro è il semplice riconoscimento da parte del comune.

L’unione civile è un atto che comporta il riconoscimento delle coppie di fatto e ha il fine di stabilirne i diritti e i doveri, non è qualcosa che minaccia il matrimonio (cattolico o civile che sia), non è qualcosa che sottrae: è un sacrosanto riconoscimento dei diritti sanciti dalla nostra costituzione.

Diversamente quindi da quanto sentiamo e leggiamo in queste ore a proposito di raccolte di firme da parte di alcune associazioni che sostengono l’inopportunità dell’istituzione del registro, adducendo motivazioni non proprio “brillanti”, credo si debba avere il coraggio di scegliere una strada diversa.

La strada dei diritti.

Andrea Egidi
Segretario del Pd

11 gennaio, 2014

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