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Politica - Intervista al consigliere regionale e capogruppo Per il Lazio Riccardo Valentini sul primo anno di attività alla Pisana

“Abbiamo rimesso in ordine i conti della Regione”

di Paola Pierdomenico

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Il consigliere regionale Riccardo Valentini

Il consigliere regionale Riccardo Valentini 

Viterbo – “Abbiamo rimesso in ordine i conti della Regione”.

Raccolta la sfida politica per Riccardo Valentini è tempo di bilanci. Quasi un anno è trascorso dall’elezione di Zingaretti alla Regione Lazio e il consigliere non può che dirsi soddisfatto dall’attività politica portata avanti in questi mesi. Conti di bilancio in ordine, costi della politica ridotti e debiti alle imprese pagati.

Tutti obiettivi che, per il capogruppo di Per il Lazio, la nuova giunta ha avuto il merito di portare a termine rimettendo in moto la macchina amministrativa. Valentini va avanti, fiducioso della rinascita del Viterbese nell’anno appena iniziato.

“E’ stato un anno molto intenso – dice Valentini – in cui abbiamo affrontato temi importanti tra cui la riduzione dei costi della politica e degli organi della Regione, il taglio dei vitalizi e la diminuzione dei dirigenti. Abbiamo poi abolito l’agenzia della sanità e ristrutturato l’organizzazione delle società partecipate regionali che da cinque sono passate a una. Volevamo rendere efficiente la macchina e ottimizzare le risorse. Inoltre, siamo riusciti a spendere i fondi europei e proprio in questi giorni stanno uscendo bandi per le imprese per completare la vecchia programmazione dei finanziamenti”.

Nodo centrale il pagamento dei debiti alle imprese. “Abbiamo ereditato una regione che aveva 12 miliardi di debito verso le aziende. Un dato drammatico alla luce della crisi economica. Approfittando del decreto Monti per avere accesso ai fondi nazionali, riusciremo ora a pagare 8 miliardi e 300milioni con un aumento del Pil regionale dello 0,7%. In questo modo le imprese potranno riassumere e far circolare il denaro. Su questo aspetto ci hanno criticato, perché per destinare risorse alle imprese, abbiamo aumentato  l’Irpef. E’ un piccolo pegno che abbiamo dovuto pagare a favore dell’economia. Stiamo comunque provvedendo a ridurre gli effetti del contributo alle fasce più deboli e nel 2015 puntiamo ad abolirlo“.

Quindi gli interventi legislativi. “Ci sono leggi in linea di approvazione tra cui quella sul servizio di protezione civile e sull’unione dei comuni che, con l’abolizione delle province, dovranno condividere alcuni servizi come quelli scolastici, di polizia e i trasporti”. Quindi la legge sulle Politiche sociali. “La aggiorneremo dopo 20 anni”.

Per Valentini sono stati centrati obiettivi importanti. “La riduzione dei costi della politica, l’aver affrontato con determinazione il nodo dei debiti verso le imprese e l’aver messo in ordine i conti della Regione. Abbiamo ereditato un bilancio che faceva acqua da tutte le parti con poste messe che, in realtà, non erano disponibili. Oggi, invece, tutto quello che è contenuto nella legge appena approvata sarà effettivamente realizzabile. Mettere i conti in ordine è stato un forte atto del governo Zingaretti, forse, anche sottovalutato”.

I provvedimenti avranno effetti a lungo termine. “Abbiamo approvato un piano di sviluppo triennale con un documento di programmazione finanziaria per gli anni a venire. Una prova concreta di cosa sarà fatto in futuro”.

Per Valentini si è definitivamente voltata pagina rispetto al passato. “Abbiamo rimesso in sesto la macchina amministrativa e vogliamo andare fino in fondo”. Con delle priorità. “Punto molto sulla legge per la distribuzione dei patrimoni della regione a favore dei giovani che vogliono costruirsi un futuro nel settore dell’agroalimentare. Sto intervenendo anche sul piano energetico regionale e su alcune misure che riguardano la creazione di distretti per il recupero dei materiali. Cercheremo di dare un indirizzo positivo alla gestione dei rifiuti per evitare di pagare altre regioni per smaltire la nostra immondizia con un costo elevato per i contribuenti”.

Da non sottovalutare il ruolo della cultura. “Ho lanciato la proposta di Viterbo capitale della cultura italiana che voglio portare avanti in questo anno. E’ un atto dovuto per esprimere appieno le nostre potenzialità. Spero che anche in città si raffreddino gli animi. Serve equilibrio e collaborazione da parte di tutti nel gestire questo settore ed è arrivato il momento di fare squadra e portare avanti gli interessi del territorio“.

Valentini sottolinea l’interesse della giunta regionale per il Viterbese. “C’è una grande attenzione da parte del presidente Zingaretti e di tutti. Stiamo portando avanti una serie di iniziative”. A partire la Trasversale. “Voglio fare chiarezza sulla mia astensione all’emendamento presentato dal consigliere Sabatini (Ncd) su un ulteriore finanziamento di sette milioni all’opera. Nel chiedere fondi che non sarebbero stati immediatamente usati per la realizzazione dell’infrastruttura si andava a sconvolgere un iter finanziario che è già segnato. A fine mese partiranno i lavori con risorse appostate e programmate per i prossimi tre anni. Siamo in linea. Solo, quando mancheranno davvero i soldi, allora è lì che dovremmo fare squadra. Risorse in più, al momento, non servono e non fanno bene al nostro territorio”.

Bene anche l’azione politica del nuovo governatore. “Ho potuto verificare la sua capacità di gestione amministrativa e sono rimasto colpito dalla sua preparazione. Ha sempre avuto un approccio concreto ai problemi. Dobbiamo dimostrare che la politica oggi può avere un volto diverso e che può essere fatta da gente che tiene ai cittadini e ai territori. Zingaretti ha tutte le caratteristiche per lanciarsi anche sulla scena nazionale, ma al momento il suo sguardo è rivolto principalmente alla Regione. Anche io sento la necessità di dimostrare che possiamo dare delle risposte”.

Positivo anche il cambio al vertice nella città dei Papi. “Leonardo Michelini è una persona molto concreta e preparata. Ha un’apertura di idee utile a questo momento e spero che le polemiche createsi intorno a lui, lo lascino comunque lavorare in serenità. C’è un’atmosfera turbolenta sia all’interno che fuori dalla maggioranza che, invece, dovrebbe sostenerlo di più. Serve compattezza e unità intorno alla sua figura, perché lui può veramente cambiare Viterbo. Anche noi, come Regione,  faremo la nostra parte mantenendo gli impegni del patto sottoscritto con la nuova amministrazione. Il 2014 sarà un anno fondamentale per la città”.

Valentini è fiducioso per il futuro. “Guardo al 2014 con un po’ di speranza. Il Viterbese ha delle importanti carte da giocare tra cui il turismo, la cultura, l’agroalimentare e i beni ambientali. C’è poi l’Expò 2015 e mi sto impegnando per avere un centro agroalimentare che possa mettere insieme le imprese dl settore ed essere una vetrina per le nostre eccellenze. Le potenzialità ci sono e dipenderà dagli uomini valorizzarle completamente, anche attraverso i fondi europei. Dobbiamo poi migliorare le condizioni di vita dei piccoli comuni perché in provincia di Viterbo c’è la più alta percentuale di fuga demografica, soprattutto giovanile, rispetto alle altre province del Lazio. La gente deve tornare a vivere sul territorio”.

Per dedicarsi alla politica Valentini ha messo da parte l’impegno universitario. Non del tutto, però. “Un po’ mi manca, ma cerco comunque di mantenere i miei interessi e continuo a scrivere e seguire il gruppo di ricerca dei giovani. Ogni tanto vado anche all’università a vedere il lavoro dei colleghi per avere spunti da proporre in Regione. Il tema dell’università resta centrale. Sono contento anche per l’elezione del nuovo rettore. Conosco da tempo Ruggeri e credo sia l’uomo giusto al posto giusto. E’ un economista e, conoscendo la realtà produttiva, saprà addentrarsi concretamente nei problemi del territorio“.

La priorità, ora, è portare avanti tutti gli impegni assunti. “Non mi sono pentito e rifarei questa scelta – conclude Valentini -. Sentivo il dovere di restituire alla mia terra quello che mi ha dato in tutti questi anni. Ho girato il mondo, ma sono sempre ritornato a Viterbo e mi sento un figlio della Tuscia. All’inizio, ho avuto difficoltà ad abituarmi ai tempi della politica che per m sono troppo lunghi. Vedo anche poca efficienza, ma capisco che solo dall’interno si possono cambiare certe dinamiche. E’ la sfida difficile che mi sono posto e mi impegnerò a portarla a termine”.

Paola Pierdomenico


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13 gennaio, 2014

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