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Viterbo 2020: “Rifiuti, si verifichi se da noi sono state rispettate le norme”

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Chiara Frontini [4]

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il risultato dell’indagine condotta dal Noa di Roma in merito al traffico di rifiuti nella nostra Regione ha coinvolto imprenditori – ora arrestati – attivi anche nel territorio viterbese: Bruno Landi in qualità di amministratore della società (Ecologia Viterbo) che gestisce gli impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti di Casale Bussi e Monterazzano e Manlio Cerroni in qualità di presidente del gruppo Cecchini, proprietario di quote della Gesenu spa, ditta che insieme con la Cosp Tecno Service forma la Viterbo Ambiente la quale gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti a Viterbo.

Nonostante questo, alla conferenza di oggi non una presa di posizione – come sempre, d’altronde – sulla questione da parte del sindaco e dell’assessore Saraconi, che confermano di vivere su un altro pianeta, un po’ come quando hanno detto che la raccolta differenziata a Viterbo funziona.

Possibile che nessuno abbia pensato, se non altro in via cautelativa e preventiva, a fare dei controlli più stringenti? Torniamo a chiedere di verificare, contabilizzare e rendere pubbliche tutte le inadempienze e le quantità di rifiuti indifferenziati prodotti dall’impianto di Casale Bussi e conferiti nella discarica di Monterazzano e sotto quale forma, quanti invece trasformati in Cdr e inviati dove e perché, con i relativi costi e ricavi.

Pretendiamo ora più di prima di sapere come questi 49 milioni di euro vengono spesi, nei confronti di quali fornitori e subappaltatori e con quali criteri questi ultimi vengono scelti (Economicità? Competenza? Localizzazione geografica?).

Questo perché, se è vero che, come afferma l’accusa nelle inchieste odierne, venivano falsificati i dati sui conferimenti in modo tale che il privato spendeva di meno per lo smaltimento e Comuni pagavano per un servizio che non ricevevano, dobbiamo essere sicuri che tutto questo non avvenga anche nella nostra Viterbo.

In questi mesi Viterbo 2020, ritenendo che la gestione presentasse criticità evidenti e disservizi in rapporto all’avvenuto aumento dei costi a carico dei contribuenti, si è ripetutamente e instancabilmente interessato al problema dei rifiuti in città con proposte, articoli sulla stampa, visite presso gli impianti, interrogazioni consiliari rimaste senza risposta e atti consiliari a firma del nostro rappresentante Chiara Frontini.

Nessun giudizio in merito all’inchiesta, che non ci compete e che per quanto ci riguarda si esaurisce all’esaurirsi dell’ultimo grado di giudizio, ma una valutazione politica, quella sì.

Che il protrarsi di una situazione emergenziale e disagiata come quella in cui i cittadini viterbesi sono costretti a vivere ormai da mesi, sommata ai risultati di questa indagine impongono agli attuali amministratori ed organi competenti un controllo quanto mai approfondito e puntuale sulla gestione dei rifiuti nel nostro territorio, per accertarsi che a Viterbo vengano rispettate le normative di legge e di tutela ambientale, a primaria tutela dei cittadini e dell’ente stesso e di nessun altro.

Valutazione che invece sindaco e assessore sembrano non aver fatto o non voler fare, visto l’assordante silenzio, l’atteggiamento alla Ponzio Pilato e la tempistica ineccepibile della conferenza stampa di oggi.

Movimento civico Viterbo 2020

 


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