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Media - Pubblicato un articolo sul quotidiano online che invita a passare un weekend nella città dei papi

Viterbo e la sua calza più lunga su Repubblica

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La schermata dell'articolo su Repubblica

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Viterbo – La calza più lunga del mondo, il palazzo papale, santa Rosa, le terme e le castagne.

Le bellezze folkloristiche, gastronomiche e storiche di Viterbo finiscono su un articolo di Repubblica che invita i lettori, in vista del weekend della befana, a visitare il capoluogo della Tuscia per assistere allo spettacolo della calza più lunga del mondo portata in trionfo dalle Fiat 500 per un totale di circa 50 metri di lunghezza.

Ma l’occasione della manifestazione della calza che si terrà domenica pomeriggio, da piazza San Sisto alle 14,30, può essere secondo il quotidiano online Repubblica, utile per visitare Viterbo e scoprirne tutte le sue bellezze.

Il pezzo, intitolato “Tra papi e calze-record, la superBefana di Viterbo”, parte dall’appellativo di città dei papi e dalla sua motivazione storica.

“Si narra che i viterbesi – dice l’articolo -, per periodi lunghissimi a contatto con le perenni indecisioni dei cardinali, chiusero a chiave le autorità religiose nella sala grande del palazzo papale e ne scoperchiarono una parte del tetto, in modo da favorire una veloce scelta su chi eleggere come nuovo pontefice, che fu poi papa Gregorio X: nacque così il termine conclave, che deriva, appunto, dal latino cum clave, chiuso con la chiave. Da allora Viterbo si è meritata, ed ha mantenuto, l’appellativo di città dei Papi e il palazzo omonimo è tutt’oggi tappa di visite”.

Ma a Viterbo c’è anche molto altro da vedere. Ed ecco che Repubblica cita anche “il palazzo dei Priori, sede del Comune di Viterbo, che, in questo periodo, espone al suo interno due capolavori di Sebastiano Del Piombo”.

E ancora le chiese, tra cui “il duomo di San Lorenzo e santa Maria nuova che attirano i numerosi studenti di beni culturali che arrivano qui per i centri di studi internazionali come l’americana School Year Abroad e l’Università della Tuscia”.

Poi c’è la tradizione: “santa Rosa, patrona di Viterbo è celebrata a settembre con una scenografica processione che porta i visitatori in questa città del Lazio”, e le terme “che in alcune zone sorgono su aree naturali a cui accedere in maniera gratuita (località Bullicame, Bagnaccio, Carletti) e, in altri casi, recandosi negli stabilimenti con ingresso a pagamento, con l’opportunità di immergersi nelle acque fumanti anche nei mesi invernali il sabato sera con apertura delle piscine fino all’una di notte”. 

Insomma una bella vetrina che non dimentica praticamente quasi nulla, citando addirittura i prodotti tipici come “le nocciole e le castagne che rendono rinomata la città e l’intera Tuscia, a portata di mano dei cittadini con il mercato di Campagna Amica ogni sabato fuori le mura della città e nei weekend delle feste natalizie fino a domenica 5 gennaio nella più centrale piazza Verdi, vicino al teatro”.

Unica pecca, secondo Repubblica (e non solo), sono i collegamenti e i trasporti.

“Punto debole della città – conclude infatti l’articolo a firma di Valentina Bernabei – è la rete ferroviaria: nonostante ci siano due stazioni dei treni (Porta Romana e Porta Fiorentina), si impiegano due ore circa per raggiungerla dalla vicina Capitale. C’è chi sceglie di arrivarci in autobus, chi in automobile, uscendo dall’autostrada del Sole al vicinissimo casello di Orte. C’è anche chi arriva a piedi come si faceva un tempo: Viterbo è, infatti, una delle tappe della Via Francigena, l’itinerario che anticamente seguivano gli Europei per raggiungere la Capitale, e ancora oggi, numerosi pellegrini fermano in città per una sosta, prima di arrivare a Roma”.


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2 gennaio, 2014

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