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Viterbo - Coppie di fatto - Franco Marinelli (Solidarietà cittadina) replica a Gianluca Zappa

“Che c’è di bene nel registro sulle unioni civili? L’amore”

Franco Marinelli

Franco Marinelli 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Di bene c’è tutto: direi soprattutto l’amore, l’amore che persone senza pregiudizi, persone che non emarginano ma abbracciano, vogliono manifestare, in modo da vivere come fratelli.

Le sembra poco? Ma a lei, signor Gianluca Zappa probabilmente questi motivi non riescono a dirle nulla. Quanto sono contento di non essere nei suoi panni.

Non sono in grado di discutere di quello che ha scritto Mattioli, perché non ho avuto la possibilità di leggerlo, ma torniamo a noi sessantottini, che portiamo avanti questo modello di civiltà e giustizia.

Personalmente mi vanto di esserlo stato e di aver partecipato anche a questa battaglia per le unioni civili insieme a tanti giovani. Se lei fosse stato presente durante la convocazione dell’audizione per ascoltare le associazioni per l’istituzione del registro, si sarebbe accorto delle facce scure presenti dalla parte delle associazioni contro il registro e delle tante sorridenti, per il sì.

Dalla nostra parte c’era pure una coppia anziana che ha voluto portare il suo contributo a questa audizioni, spiegando come tutti hanno il diritto alla felicità e alla possibilità di essere tutelato nelle proprie scelte amorose.

Noi avremmo fatto a meno di questa audizione poiché solo l’amministrazione comunale ha il compito di decidere su questa mozione. Il nostro dovere è stato di informare la gente nelle piazze, informare la popolazione e cercare finalmente di parlare di unioni civili anche a Viterbo.

Noi l’abbiamo fatto alla luce del sole non tra le mura delle chiese. Vede, caro signore, questa piccola battaglia me ne ricorda altre ben più onerose come quella per il divorzio o l’aborto. Il problema si ripete. Anche nel ’68 volevate imporre le vostre idee, fortunatamente, pochi vi ascoltarono.

Infatti, una volta introdotto il diritto al divorzio nessuno vi ha mai obbligato a divorziare.

Diciamo che però, qualche ben pensante che aveva votato contro, magari, poi, ha usufruito del divorzio. Noi pensiamo da uomini e donne libere. Noi invochiamo la libertà di scelta. Caro signore la famiglia muta. Prima c’era il padre padrone che comandava moglie e figli e questi non potevano dire o fare nulla. Pian piano si è combattuto, soprattutto le donne lo hanno fatto, per ribaltare questo modello e portare dignità e libertà all’interno delle famiglie.

Ora ci sono anche le famiglie composte da due uomini e due donne. Non è che sono nate ora, ci sono sempre state, e continueranno ad esistere, diciamo solo da pochi anni a questa parte grazie alle battaglie intraprese dalle associazioni omosessuali e non, queste coppie hanno avuto il coraggio di rendersi visibili nella società. Vorrei raccontare a tutti quelli che hanno timore del diverso, che queste persone non mordono e non sono poi così diverse da me.

Io mi ritengo fortunato di aver conosciuto una donna lesbica con la quale è nata un a preziosa amicizia.

Franco Marinelli
Per Solidarietà cittadina

18 febbraio, 2014

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