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Viterbo - Presentata la Giornata del ricordo che si svolgerà il 9 febbraio alle 11,30 in largo Martiri delle foibe istriae

“Foibe, pagine di storia strappate per troppo tempo”

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Maurizio Federici, Giacomo Barelli, Silvano Olmi, Marco Ciorba

Maurizio Federici, Giacomo Barelli, Silvano Olmi, Marco Ciorba

Silvano Olmi e Marco Ciorba

Silvano Olmi e Marco Ciorba

Maurizio Federici e Giacomo Barelli

Maurizio Federici e Giacomo Barelli

Maurizio Federici e Giacomo Barelli

Viterbo – Una giornata per ricordare. Una giornata per mantenere viva la memoria.

Sarà dedicata agli italiani morti nelle foibe la commemorazione che si svolgerà domenica 9 febbraio alle 11,30 in largo Martiri delle foibe istriane, presso il cippo che ricorda il sacrificio del viterbese Carlo Celestini.

Si renderà omaggio ai cittadini viterbesi morti in seguito a deportazione, fucilazione o infoibamento.

A presentare la Giornata del ricordo Silvano Olmi e Maurizio Federici del Comitato 10 febbraio, l’assessore Giacomo Barelli e il consigliere comunale Marco Ciorba.

“Le foibe rappresentano un momento particolare della storia che ci riguarda come italiani perché ci ha coinvolti particolarmente – spiega Olmi -. Ricorderemo i cittadini di Viterbo e provincia che sono stati uccisi. In questi anni abbiamo svolto con cura molte ricerche e stiamo lavorando per poter rintracciare tutti i parenti delle vittime”.

Alla giornata saranno presenti i gonfaloni di comune e provincia, le associazioni combattentistiche e d’arma, il sindaco e il presidente della provincia.

“Alla celebrazione ci sarà un cuscino con la scritta ‘Ai viterbesi che per tomba hanno una foiba’ – ricorda Federici -. E’ importante ricordare. Non solo gli italiani che vennero uccisi nelle foibe, ma anche tutti quelli che vennero legati a dei massi e buttati vivi nel mare Adriatico”.

“La commemorazione delle vittime delle foibe – dice ancora Olmi – era già iniziata a gennaio con una mostra di dieci giorni intitolata ‘Trieste 1953 – Gli ultimi martiri del Risorgimento’ che è stata ospitata nella sala Anselmi. La stessa mostra è stata poi spostata nelle sale della Camera dei deputati a Roma”.

Tra le attività previste per il 2014 il Comitato 10 febbraio ha in programma di ospitare una mostra fotografica sull’esodo dei 350mila italiani dal confine orientale d’Italia, messa a disposizione dal centro studi e ricerche storiche Silentes Loquimur. Alcuni di questi connazionali si trasferirono nella provincia di Viterbo.

“Grazie al Comitato 10 febbraio – afferma il consigliere Ciorba – per tutta la ricerca nelle pagine di storia italiana che per troppo tempo sono state strappate, perché non esistono morti di serie A e di serie B”.

“Noi ci saremo – dice Barelli -, questo per l’amministrazione è un atto dovuto. Per me è importante l’opera svolta negli anni che ha fatto sì che questa memoria sia presente oggi. Ci deve essere una memoria condivisa. Grazie a chi la tramanda perché è importante per la nostra coscienza critica e importante per non avere una visione distorta di ciò che è successo.

Mi dispiace – conclude – per le critiche mosse allo spettacolo di Simone Cristicchi che parlava delle foibe. Ecco perché è importante che manifestazioni come queste vengano fatte. Una pubblica amministrazione ha il dovere di ricordare e di essere presente. Sarebbe bello poter ospitare a Viterbo lo spettacolo di Cristicchi”.


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7 febbraio, 2014

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