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Viterbo - Il delegato di Forza Italia scrive al sindaco Michelini

Giontella (FI): “Agroalimentare, serve un’idea nuova”

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – In questi ultimi giorni abbiamo avuto modo di conoscere alcune esternazioni del sindaco sulla carta stampata su temi agro-alimentari. La prima riguardante l’arrivo di una importante e primaria azienda nazionale del settore alimentare dolciario e la imminente costruzione di un sito produttivo nella nostra città. La seconda è quello del recupero della società Tuscia Expò.

Infatti il sindaco vorrebbe servirsi della società pubblica Tuscia Expò per realizzare il centro Agroalimentare di Viterbo. Belle idee che vengono da lontano ma al di là dei proclami direi al primo cittadino di stare con i piedi per terra .Sicuramente il sindaco segue una linea ben precisa , demarcata dalla forte presenza nel suo Dna, dell’ideologia coldirettiana molto radicata sul territorio al punto da essere stata uno dei motivi trainati della sua vittoria ed insediamento.

Ma stiamo con i piedi per terra, non si possono pensare le cose sempre con i soldi dello stato della Regione, della Provincia e del Comune ( vedi la riesumazione di Tuscia expò ) pensiamo a qualcosa di più congeniale per il territorio che possa nascere dall’esigenza agricola del momento e non solo ma anche dalle risposte a quesiti della stessa Università che guarda al mondo dell’agroalimentare oltre i confini della nostra provincia.

Vediamo se possono esservi le condizioni per metterci tutti di fronte ad un tavolo per un importante iniziativa di una vera e propria Fabbrica Viterbese Contadina che possa nascere si da fondi raccolti su base locale e nazionale ma anche da cooperazione e imprenditoria giovanile e privati . Ritroviamoci con le istituzioni e studiamo un progetto che possa dare rilancio all’occupazione seriamente non solo con bancarelle ed esposizioni importanti ma pensiamo ad una agricoltura trasversale con il turismo e l’alimentazione con la ricerca e sviluppo innovazione e benessere. Un progetto che nasca da un Consorzio ad hoc Agro-alimentare con il Comune di Viterbo ma anche con enti perché no la Fondazione Carivit, la Camera di Commercio o altri .

Un’idea che nasca quindi dalla città, per il rilancio di Viterbo che la possa distinguere nel food italiano; facendolo aderire anche al progetto Eataly. Immaginerei la costituzione di una struttura produttiva di filiera di riferimento che sfrutti la massimo il marchio di Viterbo della Città dei Papi per la divulgazione e la conoscenza dell’agroalimentare viterbese e laziale attraverso , ripeto la ricostruzione delle principali filiere produttive. In questo contesto produttivo di filiera , questa Fabbrica dovrebbe diventare anche , con una specifica area limitrofa , polo ospitale di un Parco Agro-alimentare con funzione espositiva produttiva con aree di ristorazione specifiche , con commercializzazione dei prodotti ,più un centro congressi collegato con l’Università e la facoltà di agraria per studio, ricerca , sviluppo ed innovation.

Il progetto dovrebbe dare specifica ed attenta valorizzazione delle eccellenze della tradizione locale, anche con produzioni ver e proprie collegandosi ed integrandosi con la città ed i suoi servizi di supporto ed e aree dedicate alla promozione di cultura, storia e tessuto imprenditoriale .Dobbiamo pensare ad un opera generazionale non al solito Centro agro-alimentare come lo vediamo in altre città non in grande forma dal punto di vista dei bilanci economico finanziari .Ci sono finanziamenti europei che possono intersecarsi con questa esigenza . Se il trinomio di Viterbo sarà Terme – Storia e Sana alimentazione perché non dobbiamo creare una forte connessione con le attività della città, culturali, commerciali e di promozione turistica. Intanto il recupero della pensilina dei bus al Sacrario è un altro tassello che metterà a disposizione ed in vista i prodotti tipici del territorio. Programmato e tutto definito dalla giunta Marini diventerebbe una vetrina nel vero senso della parola ,verso il turismo divenendo un punto espositivo di prim’ordine ; un vero e proprio show – room per le tipicità viterbesi nell’ambito del lancio dell’urban center .Un centro espositivo nel cuore di Viterbo, da rendere sempre vivo con la partecipazione di produttori e associazioni e quindi vetrina per la Fabbrica Contadina Viterbese . Ricordiamoci poi di Expo 2015 , pensare di presentare questo progetto anche in quel contesto potrebbe attivare collegamenti e network con partner industriali e commerciali di prim’ordine .Pensare questa Fabbrica con la sostenibilità ambientale e l innovazione con un impianto fotovoltaico che alimenti la struttura o recuperando il cibo sprecato trasformandolo in energia per la collettività o per alimentare alcune parti della città .

Sono fiducioso che il sindaco possa andare oltre le iniziative alimentari viste nell’ultimo Natale ed attendiamo con altissimo interesse qualcosa che possa veramente costituire un punto di partenza ma anche di svolta rispetto alla stasi e decadenza industriale alimentare , con ricadute negative occupazionali , che si è creata in questi ultimi anni, stimolando la crescita economica viterbese e permettendo nuovi posti di lavoro oltre che costituire un importante esempio di riqualificazione e di intervento urbanistico della periferia . Ci sono dirigenti comunali molto validi in amministrazione che potrebbero , su un preciso mandato politico , studiare e pensare idee , trovare risorse ed ipotizzare un business plan . Detto dai più grandi analisti finanziari , l’agroalimentare , il cibo sano , la ricerca e la sicurezza alimentare , con l’avvento dei mercati emergenti ( Cina , India, ecc ) , galopperà a doppia cifra e la crescita dei consumi agro-alimentari diventeranno il settore trainante del prossimo decennio. Non perdiamo questa opportunità.

Fabrizio Giontella
Forza Italia Viterbo

28 febbraio, 2014

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