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Cultura - Sms di solidarietà all'iniziativa - Resta il problema dei fondi che a Perugia per il Festival internazionale del giornalismo hanno risolto con il crowdfunding

“Senza Caffeina c’è meno Viterbo”

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Roberto Vecchioni

Roberto Vecchioni 

Enrico Mentana

Enrico Mentana 

Ezio Mauro a Caffeina

Viterbo – (g.f.) – “Senza Caffeina c’è meno Viterbo” oppure, “Facciamo in modo che Caffeina non smetta di diffondere cultura”.

Sono solo due fra gli sms di personaggi che negli anni sono saliti sul palco del festival. Il primo di Vittorio Sgarbi, l’altro di Niccolò Fabi.

Mentre a Viterbo si discute di soldi da trovare, dell’intervento economico di comune e regione, la Fondazione Caffeina ha mobilitato personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo in favore del festival. Un sms per scongiurare la chiusura.

“Caffeina Viva” è quello arrivato da Massimo Gramellini. “Ho imparato a conoscere Viterbo grazie a Caffeina – è il pensiero di Enrico Mentana – ho visto una città in piedi, attenta e partecipe, vogliosa di informazione e cultura. Mi è difficile pensare che questo binomio possa essere sciolto”.

Ezio Mauro, direttore di Repubblica, invece ha un auspicio non solo per il festival, ma pure per se stesso: “Che belle discussioni a Caffeina, nella bellezza di Viterbo. Io ci voglio tornare”.

Preoccupata, Fiorella Mannoia: “È un dolore apprendere che un appuntamento culturale come Caffeina rischi di concludersi”.

Un peccato se Caffeina non dovesse esserci più, per Daria Colombo e Roberto Vecchioni: “Sarebbe veramente un peccato non proseguire l’esperienza di Caffeina, esempio esaltante verso i giovani di quanto la passione per la cultura equivalga ai valori del rispetto per l’altro, per la crescita individuale e sociale e alla libertà”.

Tutti per Caffeina, ma il problema restano i soldi.

Situazione in cui si è trovato anche un blasonato festival, quello Internazionale del giornalismo, a Perugia.

Lo scorso ottobre gli organizzatori avevano annunciato di non volerlo più realizzare a causa della diminuzione di fondi da parte della regione. Non intendevano dare vita a un’edizione sottotono.

Da lì è nata una mobilitazione generale che ha convinto la regione a tornare sui suoi passi, prevedendo 160mila euro.

Ma a quel punto gli organizzatori hanno detto di no. “Soldi pubblici non ne vogliamo più”.

Nel frattempo è partita una mobilitazione dal basso, crowdfunding, che in meno di novanta giorni ha permesso di raccogliere circa 115mila euro a favore del festival.

Una raccolta fondi attraverso un portale che ha permesso di raggiungere la cifra, tra tanti sostenitori, gente comune e realtà importanti del panorama dell’informazione e non solo.

Per non far morire il festival gli organizzatori si sono rimboccati le maniche e ce l’hanno fatta. Perché Caffeina non segue la stessa strada? Una strada trasparente e senza dover andare in giro col cappello in mano…


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11 febbraio, 2014

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