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Graffignano - Forestale - L'ex vicesindaco, responsabile di Bic Lazio, ha chiesto un interrogatorio per ribadire la sua innocenza

Appalti e rifiuti, ascoltato Giulio Tullio Curti

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Giulio Tullio Curti

Giulio Tullio Curti 

Viterbo – Appalti della differenziata, ascoltato Giulio Tullio Curti.

L’ex vicesindaco di Graffignano ha chiesto un interrogatorio nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte gare truccate per la raccolta differenziata.

Nel nuovo fascicolo sull’appaltopoli dei rifiuti, Curti è indagato per turbativa d’asta in concorso con gli imprenditori Michele Imperiale e Cristian Comin, l’ex sindaco di Graffignano Fabrizio Marchini e l’ex responsabile dell’ufficio tecnico di Graffignano Torquato Nisi.

L’appalto è quello per la raccolta e il trasporto dei rifiuti solidi urbani e servizi connessi per la durata di un anno. Importo a base d’asta: 133mila euro. Ma per gli inquirenti la gara era predestinata alla Gesta Srl di Comin, perché così avrebbe voluto l’altro imprenditore indagato Imperiale.

Secondo i pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci, il bando del capitolato di gara sarebbe stato scritto a più mani da Curti, Nisi e Imperiale. Nelle carte dell’inchiesta si parla di accordi fraudolenti per selezionare le ditte da invitare a presentare offerte. O anche della “predisposizione in maniera generica di alcuni aspetti tecnici del capitolato di gara, in modo tale da consentire a Imperiale di introdurre nella propria offerta condizioni e servizi migliorativi”.

Dello stesso appalto rispondono anche il sindaco Adriano Santori e l’assessore Luciano Cardoni. Il primo, per una presunta richiesta di tangente, tra il 5 e il 10 per cento dell’importo a base d’asta. Ma la loro posizione è già al vaglio dei giudici del tribunale di Viterbo nel processo “Genio e sregolatezza”. 

Lo stesso Curti, per gli inquirenti, avrebbe saputo di quella richiesta di tangente. Ma ieri mattina ha negato ogni addebito. Del resto, era questo il senso della sua richiesta di interrogatorio: reclamare la sua innocenza. Spiegare la sua completa estraneità ai fatti ai forestali del Nipaf e dichiararsi disponibile alla massima collaborazione.

Quello di Curti, responsabile di Bic Lazio, è il secondo interrogatorio nel giro di pochi mesi. Il primo era stato non molto tempo dopo aver saputo dell’indagine a suo carico.

Il responsabile di Bic Lazio spera in una richiesta di archiviazione come è già avvenuto per Enrico Fonti, consulente del comune di Graffignano e membro della commissione aggiudicatrice dell’appalto. Fonti, ora, è indicato nella lista testimoni del processo “Genio e sregolatezza”, sull’ipotizzata spartizione di una ventina di appalti per strade, rifiuti e opere pubbliche a Viterbo e provincia. Presunte gare truccate per un importo complessivo di 12 milioni di euro. 


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20 marzo, 2014

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