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Tarquinia - Il commissario della Asl Luigi Macchitella non si sbilancia sulla vicenda del piccolo Leonardo morto a tre anni per una febbre altissima

“E ora aspettiamo i risultati dell’autopsia”

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Luigi Macchitella

Luigi Macchitella 

Il piccolo Leonardo Sonno

Il piccolo Leonardo Sonno 

Il piccolo Leonardo Sonno

Il piccolo Leonardo Sonno 

Il piccolo Leonardo Sonno

Il piccolo Leonardo Sonno 

Viterbo – “E ora aspettiamo i risultati dell’autopsia”.

Luigi Macchitella, commissario della Asl di Viterbo, non si sbilancia ancora sulla vicenda del piccolo Leonardo Sonno, il bimbo di tre anni morto lo scorso sabato per una febbre altissima. Ieri è stata effettuata l’autopsia sul corpicino del piccolo. Gli esami avrebbero escluso meningite ed encefalite tra le cause del decesso.

Solo tra sessanta giorni, però, si avrà un quadro certo della situazione.

“E’ presto per poter esprimere qualsiasi opinione – dice Macchitella -. I risultati dell’autopsia e dell’esame istologico chiariranno tutti gli aspetti. A quel punto potremmo parlare”.

Da subito la Asl si è messa a disposizione. “Abbiamo avviato un’indagine interna per capire il comportamento adottato dal pediatra e dal medico di pronto soccorso. Prima di prendere una posizione, però, vogliamo avere chiaro il quadro”.

L’ospedale di Tarquinia è finito sotto la lente degli ispettori del ministero della Salute che lunedì, accompagnati dai Nas, hanno visitato la struttura. Il controllo, voluto dal ministro Beatrice Lorenzin, dopo la morte del bimbo, è andato avanti per tutta la mattinata.

La procura di Civitavecchia ha aperto un fascicolo per omicidio colposo sui due dottori del pronto soccorso che, venerdì sera, hanno visitato Leo.  

Il bimbo è entrato al pronto soccorso alle 21,35 con la febbre a 40 e ne è uscito alle 22,20. Sabato mattina il terribile risveglio dei genitori del piccolo che lo hanno trovato senza vita. Un corpicino freddo che aveva smesso di respirare nella notte.

Subito è scattata la chiamata al 118. “Leonardo è morto per soffocamento acetonico”, avrebbe diagnosticato il medico del 118 nel soccorrere Leo, in base a quanto rivelato dal padre Filippo nella ricostruzione di quella tragica mattina in una dichiarazione a Repubblica.

Leonardo era nato prematuro e aveva subito sette interventi, ma ora stava bene. Anche dall’ultima visita che aveva fatto dal pediatra le sue condizioni di salute erano risultate buone. Poi il tragico epilogo di sabato.

A breve si conoscerà la data dei funerali del piccolo Leo che con tutta probabilità dovrebbe essere fissata per giovedì.


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26 marzo, 2014

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