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Cimitero di Grotte, il comune si rivolge alla Procura

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I lavori della terza commissione [4]

I lavori della terza commissione

Viterbo – Cimitero di Grotte santo Stefano, il comune va in procura.

Dopo la lettera di un cittadino che pone dubbi sulla procedura in atto sul project financing, in terza commissione Giulio Marini (FI) chiede lumi all’assessora Saraconi: il segretario generale si è rivolto in procura?

“E’ stato detto al segretario di farlo – osserva Saraconi – può favorire una turbativa d’asta e ci sono termini pesanti”. Sembrerebbe che un esposto sia stato presentato ieri.

Il bando per il cimitero, in scadenza il 4 marzo è stato prorogato fino al 14, ma all’ordine del giorno del consiglio comunale c’è il ritiro del bando stesso.

Marini ipotizza che sia una conseguenza della missiva, ma l’assessora Saraconi smentisce. “Non c’entra niente”.

E prova a spiegare, anche se Gianmaria Santucci (Fondazione) deve insistere cinque volte e alzare pure la voce per avere le risposte su come il bando sia nato.

“La società che attualmente gestisce i sette cimiteri – spiega Saraconi – ha proposto con un project financing, l’ampliamento del cimitero di Grotte, per un costo di 860mila euro. In cambio chiede per 25 anni la gestione dei cimiteri, compresi forno crematorio e luci votive.

La ditta ha già la gestione e scade il 2017.

Abbiamo ritenuto opportuno revocare il bando perché nel frattempo sono maturate le condizioni e l’amministrazione comunale è nelle condizioni economiche d’intervenire direttamente e ha la possibilità di costruire in proprio i loculi a Grotte”.

Quindi, la revoca è motivata con il fatto che al comune “conviene” realizzare l’opera in proprio.

“Se è così – spiega Luigi Maria Buzzi – allora mostrateci i conti precisi, entrate e uscite. Si tirano le somme e se davvero c’è un vantaggio, sono pronto a votare a favore”.

La minoranza, da Marini a Micci, passando per Buzzi, ha qualche dubbio.

“Dal dirigente c’è stato assicurato – spiega l’assessora Saraconi – che considerando pure il rimborso ai della gara, comunque converrebbe ritirare il bando e procedere in proprio”. Al momento risulta un solo partecipante.

Il costo dell’annullamento si fermerebbe a massimo trentamila euro, ma fra le ragioni che la maggioranza porta per ritirare la procedura, ci sono i 25 anni che la ditta vincitrice avrebbe nella gestione dei cimiteri. Troppi. Nel 2017 a palazzo dei Priori pensano a un nuovo appalto, ma di minore durata. Adesso il dibattito si sposta in consiglio comunale. Con un primo dubbio: il bando è stato varato con una delibera di giunta. Sarà annullato con un atto contrario sempre dalla giunta?

 


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