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Viterbo - Rotatoria sulla Teverina, il direttore del Consorzio agrario Ugo Nardini replica all'ex sindaco

“E’ inutile che Marini alzi la voce, la colpa è tutta sua”

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Ugo Nardini

Ugo Nardini 

Viterbo – (g.f.) – Niente rotatoria sulla Teverina, il comune ha perso un’opera pubblica da trecentomila euro. Al consigliere Forza Italia Marini che attacca, dal Consorzio agrario, chiamato in causa, replica il direttore Ugo Nardini.

Pure lui, sottolineando come tutto sia partito dal progetto completamente sbagliato.

“I rilievi sono stati fatti su dati catastali e non di fatto – spiega Nardini – non è stata rilevata la reale situazione, un errore enorme, madornale.

Uno sbaglio di cinque metri su trenta è inconcepibile. Fossero stati cinque metri su dieci chilometri, potrei capire, ma pure in quel caso, rimarrebbe inconcepibile”.

Il consorzio è ricorso al Tar come estrema ratio: “Realizzare la rotatoria – spiega Nardini – avrebbe comportato buttare giù una parte del nostro supermercato, dieci parcheggi sul nostro piazzale.

Un danno immenso.

E’ stato un tecnico nominato dal tribunale ad avere rilevato l’errore, perciò, quando il consigliere Giulio Marini sostiene che il comune avrebbe dovuto ricorrere al Consiglio di stato, io dico che le motivazioni tecniche esposte dal Tar nell’accogliere il nostro ricorso erano tali da consigliare di non farlo.

Perché sarebbe comunque stato bocciato e le spese del ricorso poi chi le paga?

Preciso che noi al Tar siamo stati costretti a ricorrerci”.

In che senso? “Quando ci siamo accorti dell’errore – ricorda Nardini – abbiamo chiesto un incontro al comune, fatto presente lo sbaglio, rendendoci disponibili a rivedere il progetto.

Dal comune, Marini sindaco, si sono rifiutati e sono andati avanti a testa bassa e il giudice ha dato loro torto.

Oggi è inutile che Marini alzi la voce, la responsabilità è tutta sua. Abbiamo chiesto di trovare una soluzione alternativa per realizzare la rotatoria, si sono chiusi e sono andati e il tribunale li ha bocciati.

Abbiamo fatto ricorso perché nessuno ci ha ascoltati, sennò una soluzione si sarebbe trovata.

E adesso io penso che potrebbe anche esserci un’azione di responsabilità verso l’amministrazione dell’epoca e verso chi ha redatto il progetto”.

 


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8 marzo, 2014

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