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I meravigliosi tesori degli Etruschi…

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La discarica all'interno di una grotta della necropoli etrusca [4]

La discarica all’interno di una grotta della necropoli etrusca

La discarica all'interno di una grotta della necropoli etrusca [5]
La discarica all'interno di una grotta della necropoli etrusca [6]
La discarica all'interno di una grotta della necropoli etrusca [7]

L'entrata della grotta-discarica [8]

L’entrata della grotta-discarica

Il cartellone abbandonato della mostra [9]

Il cartellone abbandonato della mostra

Viterbo – La solita vecchia canzone. La Tuscia non sa prendersi cura dei suoi tesori.

Così se fate una passeggiata nella necropoli di Castel D’Asso, tra natura e tombe etrusche, vi capiterà di trovarvi di fronte ad un’antica grotta.

E quale misterioso tesoro ci sarà mai nascosto in questa antica grotta?

Semplice.

Un grosso cumulo di sedie di plastica e decine e decine di manifesti pubblicitari grandissimi, alcuni dei quali, probabilmente mai utilizzati (fotocronaca [10]).

Per carità, antichi sono antichi – visto che in alcuni casi si parla di manifesti risalenti ad un’esposizione artistica degli anni novanta – ma forse non proprio in tono con gli etruschi.

E chi ce li ha abbandonati, forse, non ci ha pensato. Antico per antico, buttiamo là anche sta roba.

Tra i tanti spiccano i cartelloni pubblicitari di “Dipingere di Fiandra”, una mostra di 100 dipinti fiamminghi che sono stati esposti nel palazzo Doria Pamphili di San Martino al Cimino dal primo maggio al 6 giugno 1999.

Organizzatori dell’evento l’associazione Cardinal Ranieri da Viterbo 2000 e l’Azienda di promozione turistica di Viterbo.

E che promozione, verrebbe da dire.

Ma non sono gli unici.

Alcuni di quelli all’interno della grotta, accartocciati e pieni di terra, sembrerebbero pubblicizzare altri eventi che hanno avuto luogo nel Viterbese in epoche non ben definite.

Così, il turista desideroso di scoprire la Tuscia, di visitare le tombe etrusche e gli imponenti massi di tufo, non potrà non notare il grande manifesto dei fiamminghi abbandonato a terra davanti ad una grotta.

Ed entrando all’interno non potrà non rimanere estasiato di fronte ad uno spettacolo del genere.

Un tubo rotto, le montagne di sedie di plastica (forse le stesse utilizzate per far sedere il pubblico in occasione di qualche evento?) completamente abbandonate e accatastate.

Su una di esse hanno addirittura avuto il tempo di crescere e sbocciare alcune graziose piantine.

E poi i manifesti.

Alcuni spiegazzati e buttati a terra, altri addirittura ancora arrotolati, forse avanzati e mai utilizzati.

Che bella la Tuscia! Che belli gli etruschi!

Viene da pensare che se un qualsiasi paese straniero avesse avuto tra le mani un tesoro del genere, così particolare ed originale, non avrebbe mai permesso ai turisti di trovarsi di fronte ad uno scempio del genere.

Elisa Cappelli


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