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Graffignano - Forestale - Per il consulente del comune la procura non vuole il processo - I pm lo vogliono testimone in "Genio e sregolatezza"

Appalti differenziata, chiesta l’archiviazione per Fonti

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L'avvocato di Mingiacchi Antonio Rizzello

L’avvocato di Fonti Antonio Rizzello

La forestale in azione

La forestale in azione

Graffignano – Chiesta l’archiviazione per Enrico Fonti.

Il consulente del comune di Graffignano si appresta a uscire dall’inchiesta sugli appalti truccati per la raccolta differenziata.

Per Fonti, indagato per turbativa d’asta, la procura non vuole il processo. Subito dopo la chiusura delle indagini, a novembre 2013, l’architetto ha chiesto un interrogatorio ai pm titolari del fascicolo, Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci. Un colloquio chiarificatore, avvenuto il 17 gennaio scorso, e interamente incentrato sull’appalto per la raccolta differenziata dei rifiuti del 2010 a Graffignano.

“Fonti ha chiarito la sua posizione e i pm hanno riconosciuto la sua estraneità ai fatti”, afferma il suo avvocato Antonio Rizzello. Soddisfazione per il consulente comunale che, però, con quell’appalto, non ha ancora finito. I magistrati vogliono ascoltarlo come testimone al processo “Genio e sregolatezza”, la maxiinchiesta sugli appalti truccati approdata in aula con otto imputati.

Tra le gare pilotate, l’accusa annovera anche quella per la differenziata a Graffignano nel 2010. La stessa che tirava in ballo Fonti.

E’ questo il punto di contatto tra il processo “Genio e sregolatezza” e il nuovo fascicolo della forestale, sugli affidamenti del servizio raccolta rifiuti. Di quello stesso appalto, infatti, stanno rispondendo a processo il sindaco di Graffignano Adriano Santori e l’assessore Luciano Cardoni.

Per i pm, la gara era predestinata. Le indicazioni per farla vincere alla Gesta srl, dell’imprenditore Cristian Comin, sarebbero arrivate dall’alto. Precisamente da Michele Imperiale, altro imprenditore attivo nel ramo della differenziata. 

Proprio Imperiale e Comin sarebbero gli indagati di punta del nuovo fascicolo. 14 persone sotto inchiesta per il progetto di raccolta differenziata “chiavi in mano” offerto da Imperiale e Comin ai comuni di Graffignano, Corchiano, Sant’Oreste, Collevecchio e Rignano Flaminio. Una proposta presentata come vantaggiosa per i comuni mentre, invece, le ditte avrebbero puntato al ribasso minimo tramite “accordi collusivi e fraudolenti”, come si legge negli atti di indagine.

Un meccanismo reso possibile dall’ipotetica rete di complicità degli amministratori e degli impiegati comunali, disposti a “redigere insieme il capitolato tecnico del bando” o a recepire “indicazioni in merito alle ditte da invitare”. Nel registro degli indagati, per l’inchiesta sulla differenziata, l’ex sindaco di Graffignano Fabrizio Marchini, il suo vice Giulio Tullio Curti e l’assessore all’Ambiente del comune di Rignano Flaminio Giovanni Gaspari. 


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4 marzo, 2014

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