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Tarquinia - Muore bimbo di 3 anni - Via ai controlli disposti dal ministro Lorenzin - Il commissario Macchitella: "Relazione spedita in Regione" - Oggi l'autopsia sul piccolo Leo

Nas e ispettori del ministero in ospedale

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Il piccolo Leonardo Sonno

Il piccolo Leonardo Sonno

Il piccolo Leonardo Sonno

Il piccolo Leonardo Sonno

Il padre Filippo con Leonardo

Il padre Filippo con Leonardo

Luigi Macchitella

Luigi Macchitella 

La nonna Maria Carboni

La nonna Maria Carboni

Il babbo Filippo e la mamma Valentina col piccolo Leonardo Sonno

Il babbo Filippo e la mamma Valentina col piccolo Leonardo Sonno

Il piccolo Leonardo Sonno

Il piccolo Leonardo Sonno

Leonardo abbracciato dal fratellino

Leonardo abbracciato dal fratellino 

Tarquinia – Sono arrivati ieri mattina gli ispettori del ministero della Salute all’ospedale di Tarquinia.

Il controllo voluto dal ministro Beatrice Lorenzin dopo la morte del bimbo di tre anni Leonardo Sonno è durato lo spazio di una mattinata. Tanto si sarebbero trattenuti gli ispettori all’ospedale tarquiniese, accompagnati dai Nas, a tre giorni dal decesso del piccolo, visitato e dimesso con la febbre altissima.

“Hanno voluto sapere cos’era successo e ricevere tutta la documentazione sanitaria – spiega il commissario straordinario Asl Luigi Macchitella -. Hanno fatto domande su alcuni aspetti prettamente organizzativi dell’ospedale per avere un quadro completo. Niente di particolare, insomma. E non mi sembra siano emersi problemi che rendano necessario un loro ritorno in ospedale, ma questo potranno deciderlo soltanto loro”.

All’ispezione non era presente il ministro Lorenzin, impegnata nella visita a sorpresa al Policlinico Umberto I di Roma. Assente anche Macchitella, messo comunque al corrente dell’ispezione dal direttore sanitario dell’ospedale di Tarquinia Di Fulco. Il commissario della Asl di Viterbo ha dovuto fare ordine tra le carte da spedire alla Pisana e l’indagine interna sulla morte di Leo.

“Ho spedito in Regione la relazione che ci era stata chiesta, con tutto quello che è si può sapere al momento – afferma Macchitella -. L’indagine interna, per ora, altro non è che una raccolta di dati e materiali. Una ricostruzione dei fatti, a cominciare dalle relazioni consegnate dai due medici indagati”.

La procura di Civitavecchia ha aperto un fascicolo per omicidio colposo sui due dottori del pronto soccorso che, venerdì sera, hanno visitato Leo. Da Pescia Romana, frazione di Montalto di Castro dove abita la famiglia Sonno, i genitori hanno accompagnato il piccolo a Tarquinia. Sono le 21,35. Leo ha la febbre a 40. Alle 22,20 è già fuori dall’ospedale con la raccomandazione di prendere antibiotico e tachipirina. La diagnosi è faringite febbrile. 

“A mezzanotte gli hanno dovuto mettere un’altra tachipirina perché aveva la febbre – racconta la nonna Maria Carboni ai microfoni del Tg4 – . Alle 3 e mezza, Leonardo si era svegliato e ha mangiato perché non aveva cenato. Poi si è addormentato. E’ morto nel sonno. Il dottore ci ha detto che non se ne è accorto. Non ha sentito niente”. Poi l’accusa contro i sanitari: “Non hanno fatto niente. Non gli hanno dato niente. Niente!”.

Sabato mattina i sanitari cercano di rianimare un corpicino freddo. Leo è morto nella notte. 

I carabinieri sequestrano la documentazione sanitaria su quella breve visita al pronto soccorso e il pm Bianca Maria Cotronei iscrive i medici nel registro degli indagati. Ma il commissario Macchitella frena: “Per avere le idee più chiare dovremo aspettare i risultati dell’autopsia. L’eventuale responsabilità dei sanitari è tutta da stabilire”.

L’incarico al medico legale che analizzerà il corpicino di Leonardo sarà affidato in mattinata.

La salma del bimbo di tre anni sarà portata in mattinata all’istituto di medicina legale La Sapienza di Roma per iniziare l’autopsia.

Prima, il medico legale riceverà formalmente l’incarico dal pm Bianca Maria Cotronei. 

“Abbiamo parlato col magistrato per sapere se potevamo nominare un nostro consulente in questa fase – spiega Macchitella -, ma il pm non lo ha ritenuto opportuno. La Asl non è né parte offesa, né responsabile. Un’eventuale responsabilità, ancora da accertare, ricadrebbe solo sui medici indagati che, infatti, hanno la facoltà di nominare un proprio consulente che assista all’autopsia. Noi, al momento, come azienda, non possiamo farlo”.

Leonardo era nato prematuro. Aveva subito sette interventi, ma ora stava bene. Anche dall’ultima visita che aveva fatto dal pediatra le sue condizioni di salute erano risultate ottimali. Nulla da temere, insomma. Almeno fino alla tragica notte di sabato, quando il suo cuore ha smesso per sempre di battere.

Tra le varie ipotesi, si pensa a una meningite fulminante. Ma solo il medico legale potrà confermare o smentire i sospetti. I risultati dell’autopsia non arriveranno prima dei prossimi due mesi. 


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25 marzo, 2014

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