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Viterbo - Comune - Rotatoria sulla Teverina - Sul progetto saltato il sindaco Michelini rispedisce al mittente le accuse: "E' un caso di pessima amministrazione"

“Marini ha commesso un errore madornale”

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Leonardo Michelini e Giulio Marini

Leonardo Michelini e Giulio Marini

Viterbo – La rotatoria sulla Teverina è saltata non per conflitto d’interesse di Michelini, ma per pessima amministrazione. Di Marini.

Il sindaco replica al suo ex che lo accusa d’avere fatto volatilizzare 300mila euro di un’opera pubblica, non avendo fatto ricorso al Consiglio di stato contro la sentenza del Tar che annullava il progetto, dando ragione al Consorzio agrario. Con Michelini presidente del consorzio e sindaco.

“La vicenda della rotatoria è un esempio di pessima amministrazione – sostiene Michelini – il comune per far realizzare l’opera pubblica nell’ambito del piano integrato, ha approvato un progetto che su trenta metri presenta un errore di cinque metri.

A danno del Consorzio agrario, di cui io ero presidente. Parlo di due, tre anni fa. Ma il consorzio non si è subito rivolto al Tar.

Prima ha incontrato l’amministrazione, il sindaco Marini, tecnici del comune, con quelli del consorzio, ha fatto presente che la rotatoria non si poteva realizzare perché comprometteva l’attività del consorzio stesso, compresa anche una struttura commerciale attualmente in essere.

L’idea era trovare una soluzione per arrivare a far sì che il comune comunque realizzasse l’opera, ma rimediando all’errore”.

Invece: “L’amministrazione è andata avanti con le procedure d’occupazione del terreno e il consorzio, che aveva diritto di contrastare questa occupazione errata, si è opposto.

Viene nominato un consulente tecnico d’ufficio dal Genio civile, che ravvisa l’errore madornale.

Di conseguenza il Tar annulla totalmente l’atto amministrativo con cui il comune aveva progettato la rotonda, in quanto c’è un errore assurdo, in modo inappellabile.

In quanto si tratta di un errore totale”.

A fine aprile 2013 la sentenza è notificata a comune e consorzio. “Il comune non fa nulla – rileva Michelini – Giulio Marini era sindaco e se era dell’avviso che si poteva appellare a quella sentenza del Tar, lo poteva fare.

Ha avuto un mese mezzo di tempo, prima del voto alle elezioni comunali.

Premesso che sarebbero stati soldi buttati, gli uffici avrebbero dovuto dire al sindaco Marini, se reputavano conveniente appellarsi, di farlo.

Ma leggendo la sentenza ci si rende conto che è impossibile farlo. C’è un errore palese”.

Marini ha sostenuto di non averne parlato in campagna elettorale per non strumentalizzare una vicenda contro il suo avversario. “Semmai – incalza Michelini – visto come stanno le cose, è vero il contrario.

Io avrei potuto esibire la sentenza, dicendo che il comune aveva prodotto un atto sbagliato. Io lo avrei potuto fare. Per stile ho preferito non esibire questo documento che penalizzava l’amministrazione e quindi lo stesso Marini”.

Se l’ex sindaco non ha fatto ricorso al Consiglio di stato, secondo Michelini la motivazione è chiara: “Per un semplice motivo, l’ufficio tecnico ha soprasseduto alla realizzazione del progetto originario, avendo compreso che era impossibile farlo.

Quando su un rilievo di trenta metri ti sbagli di cinque, ti rendi conto che non ci sono più le condizioni, perché lì ci sono costruzioni, ci sono capannoni. E ora la minoranza tira fuori questa vicenda, che è di pessima amministrazione, ma la loro.

Hanno dimostrato che se non si amministra bene, non si fanno atti giusti, il diritto del Consorzio agrario in questo caso, ma in altre occasioni quello magari di privati, prevale.

Non è che si può stare dalla parte dell’amministrazione a prescindere, anche quando sbaglia. L’amministrazione non dovrebbe sbagliare, ma se l’amministrazione sbaglia e un privato ricorre per avere ragione di un danno che gli deriverebbe dall’errore del pubblico, è giusto che lo faccia.

Non è che perché uno è sindaco, allora va tutto bene”.

La sentenza del Tar parla chiaro, di conseguenza il ricorso al Consiglio di stato sarebbe stato inutile e dispendioso per Michelini.

“Sono gli stessi dirigenti del comune che hanno ritenuto di non dover ricorrere. Dalla sentenza, Marini è rimasto sindaco ancora per un mese e mezzo e il ricorso l’avrebbe potuto fare eccome.

Non solo non hanno ritenuto opportuno ricorrere, ma poi hanno eseguito i lavori diversamente rispetto al progetto, che non era realizzabile.

Oggi sono stati fatti, ma senza la rotonda, perché quel tipo di rotonda non c’entra.

Mancano i metri, fatto certificato dal consulente tecnico d’ufficio nominato dal Tar, ingegnere capo del Genio civile. Non un mio amico o di Marini, il quale dice di no.

C’è uno sbaglio e l’opera non si può fare. E il Tar ha dichiarato nullo l’atto”.

L’ex sindaco, però, rimprovera a Michelini d’essere rimasto presidente del Consorzio agrario fino al 30 novembre, mentre si sarebbe dovuto dimettere il giorno dopo la sua elezione a palazzo dei Priori: “Mi sono dimesso alla prima assemblea utile, la figura di presidente non è incompatibile con quella di primo cittadino”.

L’incompatibilità è stata richiamata sull’episodio della rotatoria. Il mancato ricorso al Consiglio di stato viene letto dal centrodestra come conflitto d’interesse.

“Questa cosa francamente non la capisco e non comprendo come mai sia stata tirata fuori ora e non prima.

Il conflitto d’interesse non lo capisco. Ero presidente del Consorzio e non avrei dovuto ricorrere pensando che magari un anno dopo sarei potuto diventare sindaco? Parliamo del 2012”.

Dalla minoranza, durante la seduta di consiglio con i pupazzi al posto degli assessori, Marini ha parlato della rotatoria e Claudio Ubertini (Forza Italia) ha letto la diffida che gli è arrivata dall’avvocato che si occupa della vicenda rifiuti per il comune, in cui lo invita a rettificare le sue dichiarazioni.

“Non so cos’abbia scritto il legale al consigliere – precisa Michelini – ritengo circa le esternazioni sulla parcella.

Essendo un professionista, si sarà sentito penalizzato nel lavoro che esercita.

Chi ha una professione, non li puoi trattare come un politico. Di Michelini sindaco puoi dire quello che ti pare, ma se uno fa l’avvocato o un’altra professione con cui vive, gli puoi arrecare un danno.

Questo io l’ho detto pure in consiglio comunale e in ogni caso, non ho suggerito io al legale di spedire la diffida a Ubertini. E’ una sua iniziativa personale”.

Giuseppe Ferlicca


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8 marzo, 2014

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