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Civita Castellana - I giudici della corte d'appello non cambiano la sentenza di condanna a cinque anni e quattro mesi per l'infermiere

Paziente violentata in ospedale, confermato il primo grado

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Giovanni Piergentili

Giovanni Piergentili, l’infermiere arrestato per violenza sessuale su una paziente dell’Andosilla 

Viterbo – (f.b.) – Paziente violentata in ospedale, confermata la sentenza.

Era stato condannato a cinque anni e quattro mesi per aver violentato una paziente dell’ospedale. Oggi, la Corte d’appello di Roma, dopo appena un quarto d’ora di camera di consiglio ha confermato quella sentenza nei confronti di Giovanni Piergentili, sessant’anni, ex infermiere a Civita Castellana.

L’udienza di appello, iniziata intorno alle 14, si è conclusa poco prima delle 17.

Gli avvocati dell’infermiere, Roberto Zannotti e Maurizio Barca, non sono riusciti a sovvertire la decisione di primo grado del gup di Viterbo Franca Marinelli. Piergentili è stato quindi assolto dai reati di peculato e detenzione di materiale pedopornografico, ma condannato per violenza sessuale a cinque anni e quattro mesi di reclusione, oltre alle spese processuali.

I fatti risalgono all’8 febbraio 2011, quando una paziente dell’Andosilla si reca in questura per sporgere denuncia. Agli uomini della mobile racconta di essere stata palpeggiata su un lettino mentre era ancora sotto sedativi, dopo essere stata sottoposta a una gastroscopia e colonscopia.

L’arresto di Giovanni Piergentili scattò un mese dopo, eseguito dagli uomini di Fabio Zampaglione su richiesta del pm Renzo Petroselli.

Al processo di primo grado arrivò, nei confronti dell’infermiere originario di Sant’Oreste (Roma), la pesante condanna a cinque anni e quattro mesi, oggi nuovamente confermata dalla corte d’appello della Capitale.


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5 marzo, 2014

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