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Un anno di Regione, Zingaretti a fine mese a Viterbo

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Andrea Egidi [4]

Andrea Egidi

Egidi, Zingaretti e Mazzoli [5]

Egidi, Zingaretti e Mazzoli

Viterbo – (g.f.) – Un anno di Zingaretti in regione.

Il presidente della regione, con i consiglieri Panunzi e Valentini, farà un bilancio a fine marzo a Viterbo, dei dodici mesi, raccontando cos’è cambiato (se è cambiato), nella Tuscia.

Dal patto stipulato per il capoluogo al protocollo per il distretto di Civita Castellana.

L’incontro è stato anticipato questa sera dal segretario provinciale Pd Andrea Egidi nel corso della direzione provinciale, per fare il punto della situazione su temi di confronto e di scontro, negli ultimi mesi, dentro e fuori il Pd.

Dai rifiuti, alla vicenda congressuale, passando per le prossime elezioni amministrative e la nuova legge regionale sul servizio idrico.

Il tema più spinoso, che soprattutto nel capoluogo ha diviso i Democratici, è quello dell’immondizia.

“Ma io credo – spiega Egidi – che la regione stia lavorando nel modo migliore, rimettendo al centro la discussione sugli ambiti territoriali provinciali.

Quindi non solo risolvere la vicenda Cupinoro, ma quella per noi ancora ben più pesante, legata ai rifiuti si Rieti”.

Un invito dal segretario all’unità, al lavoro unitario, non solo sui rifiuti, ma anche su tutto il resto. La parola, probabilmente l’invito, ricorre spesso nel discorso di Egidi.

“Dobbiamo abbandonare la polemica tra noi e i distinguo, perché non c’è chi spinge per avere i rifiuti di Rieti o Cupinoro, o c’è chi difende gli interessi del territorio e chi no”.

Dai rifiuti all’acqua. La legge regionale sul servizio idrico integrato va avanti. “La commissione presieduta da Panunzi ha messo nelle condizioni il consiglio di approvare il nuovo testo e il 29 marzo alle 10 all’ex mattatoio abbiamo organizzato un incontro proprio su questo tema”.

Sull’impegno legato alle prossime amministrative, Egidi propone una cabina di regia.

“Un luogo snello, per aiutare i circoli, dove vedo comunque una situazione in generale ordinata e unitaria”.

Con un solo appunto: “Vedo ancora una certa timidezza nella costruzione d’alleanze più larghe. Dobbiamo farci promotori d’aggregazioni civiche e provenienti dall’associazionismo.

Quello che conta è non seguire posizioni strumentali. Spaccare il Pd per vincere non serve, perché il giorno dopo il Pd non c’è più”.

Mentre a più di un mese dal congresso: “Ho apprezzato lo sforzo pure da parte di chi non mi ha sostenuto, nel lavorare a un clima positivo. Non era scontato.

Non mi ha mai affascinato andare avanti da solo, ho vissuto un periodo in condizioni di difficoltà. Non è un bene per chi ci si trova e nemmeno per il partito.

Dobbiamo governare processi unitari, che siano larghi e condivisi”.

Alla relazione di Egidi, hanno replicato esponenti Pd, fra cui Francesco Serra. Il capogruppo in comune sprona il partito a prendere una posizione netta sulla vicenda rifiuti.

“Voglio un partito che decide – dice Serra – tanto sui rifiuti, quanto su altro, perché in questo momento la situazione non è cambiata, i rifiuti arrivano e per vedere qualcosa passeranno anni, in particolare per la vicenda reatina”.

Sulle amministrative, Serra insiste sulle primarie. “Non è detto che si debbano fare ovunque – precisa Serra – ma deve essere un punto di partenza, come partito è il metodo che abbiamo adottato”.

E se Alessandro Angelelli invita a non dare il fianco a chi vuole dipingere il partito come rissoso e diviso, a discutere e poi a trovare una sintesi interna, Alessandro Mazzoli invita a prepararsi al meglio alla prossima sfida elettorale dei 27 comuni della Tuscia cui si va al voto e alle Europee.

Egidi nella sua replica a Serra sulle primarie, ritornando alla precedente direzione provinciale. “Nella mia relazione – ricorda Egidi – avevo parlato di promuovere primarie per allargare le alleanze. Quindi dove possibile si fanno.

In molte realtà, piccole, i nostri arrivano a discussioni diverse, costruendo le alleanze con le realtà esistenti, ma non sullo schema delle primarie”.

La relazione del segretario passa con 28 a favore e tre voti contrari, fra cui quello dello stesso Serra, anche se nella relazione il segretario aveva ricompreso le sue proposte sulle primarie. Gli altri due voti contrari sono dei renziani:  Martina Minchella e Paolo Aleandri.

 

 

 


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