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Monterosi - Bimbi di tre anni maltrattati - Passato e presente dell'insegnante sotto la lente degli investigatori - Sequestrati documenti a Nepi e Sutri - Intanto gli avvocati dell'assistente scolastica che lavorava a Viterbo aspettano di leggere le carte

Maestra arrestata, al vaglio le segnalazioni dei colleghi

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L'interno della scuola materna di Monterosi

L’interno della scuola materna di Monterosi

La scuola materna di Monterosi

La scuola materna di Monterosi

La scuola materna di Monterosi

La scuola materna di Monterosi

Monterosi – Non solo la lettera con le lamentele dei genitori di Nepi. I metodi rudi della maestra Caterina Dezi sarebbero stati segnalati dai colleghi, che condividevano con lei le giornate di lavoro all’asilo.

Aumenta la mole di materiali e indizi sotto la lente degli investigatori. L’indagine sull’insegnante 53enne Caterina Dezi, mette in luce passato e presente della maestra arrestata per maltrattamenti sui piccoli della scuola materna di Monterosi.

Un focus sugli ultimi quattro anni di lavoro dell’insegnante, passati tra Nepi (2011) e Monterosi, dov’era arrivata subito dopo e dove la sua carriera si è fermata. 

Dopo la fiumana di intercettazioni raccolte su ordine della Procura, i carabinieri stanno facendo ordine tra tutte le carte che riguardano la maestra Dezi. Documenti tutti sequestrati, sia all’asilo di Nepi che a Sutri, sede centrale cui fa capo la scuola di Monterosi in via caduti di tutte le guerre.

E’ qui che i carabinieri hanno filmato i maltrattamenti sui piccoli alunni della classe. Bimbi di 3 anni strattonati, afferrati per il grembiulino, spintonati e sbatacchiati anche addosso ai mobili. Oppure sbattuti sul pavimento e lasciati a terra a piangere. Nessuna scena da Rignano Flaminio. Ma anche il gip Franca Marinelli ha definito quei metodi “poco pedagogici”, nell’ordinanza di custodia cautelare che accordava l’arresto. 

Quei numerosi filmati hanno retto anche alla prova del Riesame, che ha respinto il ricorso dell’avvocato Massimo Pistilli: le intercettazioni valgono e restano. Nessun vizio formale. Quelle riprese inchiodano la maestra, che resta ai domiciliari.

E se a Monterosi le violenze fisiche sui piccoli sono certificate dai video, per i possibili precedenti a Nepi non ci sono immagini. Solo la lettera firmata all’unisono dei genitori della classe e una serie di lamentele – anche scritte – arrivate al dirigente scolastico.

Oltre alle carte, sequestrate di recente, ci sono le voci vive dei protagonisti: i racconti di docenti e genitori dei bambini, che avevano notato in loro uno stato di agitazione allarmante e strani segni rossi. Numerose le testimonianze raccolte, a Monterosi come a Nepi. 

La maestra aveva alle spalle diciott’anni di servizio. Resta da capire se gli inquirenti vorranno approfondire ancora il suo percorso professionale, andando ulteriormente a ritroso negli anni. Ma potrebbero non esserci nuovi fronti da sondare. Nepi e Monterosi sarebbero i due paesi in cui la maestra Dezi è rimasta più a lungo. Le altre sarebbero state tutte brevi supplenze.

Quanto all’assistente scolastica Pierina Burlini, accusata di maltrattamenti su un 12enne portatore di handicap, la difesa aspetta ancora di poter leggere gli atti. Solo una volta lette le carte gli avvocati Fabrizio Ballarini e Stefania Sensini potranno decidere se tentare o meno la strada del ricorso al Riesame.

Attualmente, la 54enne di Piansano è sottoposta alla misura dell’interdizione. Vale a dire: non può esercitare il lavoro, che ha svolto finora, di assistente di sostegno a persone portatrici di handicap.

 


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6 aprile, 2014

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