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“Duemila euro per mandare in vacanza i politici”

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L'ingegnere Claudio Ciucciarelli [3]

L’ingegnere Claudio Ciucciarelli

L'imprenditore Claudio Londero [4]

L’imprenditore Claudio Londero

L'avvocato Carlo Taormina interroga Londero [5]

L’avvocato Carlo Taormina interroga Londero

L'avvocato Antonio Rizzello [6]

L’avvocato di parte civile per Londero Antonio Rizzello

Il processo Cev [7]

Il processo Cev

Viterbo – “Duemila euro per mandare in ferie i politici”.

Sarebbe servita a questo una parte dei soldi incassati dall’imprenditore Claudio Londero e girati all’ingegner Claudio Ciucciarelli, imputato al processo Cev. 26 le persone alla sbarra nel maxiprocesso per reati contro la pubblica amministrazione. Tra loro l’ex sindaco di Viterbo Giancarlo Gabbianelli, l’ex city manager Armando Balducci e l’ingegner Ciucciarelli. Unico imputato per concussione.

Solo di lui si è parlato all’udienza di ieri. La voce è di Londero, che contro Ciucciarelli, si è costituito parte civile. La sua deposizione è un affondo lungo due ore contro l’ingegnere. “Mi hanno rovinato”, ripete più volte in aula, raccontando dei lavori svolti nel 2004 in subappalto per la piscina di Viterbo. “Dovevo fare gli impianti, ma era tutta una remissione. La situazione della mia azienda era terrificante: stavo andando in perdita. E il direttore dei lavori faceva problemi per ogni cosa” ricorda.

Dai materiali alle marche da scegliere: Londero racconta che Ciucciarelli, in qualità di direttore dei lavori, imponeva persino i prodotti da usare. Ma avrebbe avuto anche altre pretese. “Ha voluto gli impianti gratis nel suo nuovo ufficio. Gli ho pagato anche i lavori nel giardino di casa. Poi una miriade di altri piccoli lavori. Non mi chiedeva mai quant’era il costo. E io non potevo pretendere i soldi: mi avrebbe reso la vita difficilissima al cantiere della piscina”.

Londero sembra provato mentre racconta di quei lavori portati avanti con sofferenza. “In ballo c’era la sopravvivenza mia e della mia famiglia. Con la piscina, non vedevo l’ora di finire. E quei lavori li ho finiti, anche se questo ha significato buttare al vento quarant’anni di sacrifici della mia azienda. I viterbesi, adesso, fanno il bagno con i miei soldi”. 

L’imprenditore parla di un atteggiamento quasi di “sudditanza obbligata” nei confronti di Ciucciarelli. “Se mi chiedeva lavori gratis, non gli potevo dire di no. Ero come soggiogato”. Da una parte, l’ingegnere era il direttore dei lavori al cantiere della piscina. Dall’altra, era spesso in contatto con Londero e lo informava di altri lavori, come il montaggio di pannelli fotovoltaici su alcuni edifici comunali. Proprio a questo incarico si riferisce l’accusa di concussione contestata a Ciucciarelli.

“La società che forniva i pannelli era la Isofoton Srl di Milano – spiega Londero -. Ciucciarelli mi disse di fare una fattura di 32mila euro più Iva alla Isofoton, chiedendomi di incassare i soldi e poi di darglieli, permettendomi di trattenere l’Iva. Ricevetti la somma in più tranche. L’ultima da 2mila euro ‘serviva per far andare in vacanza i politici’, a detta di Ciucciarelli. Ma non so di quali politici parlasse. E non so nemmeno se era vero o se l’era inventato”.

L’ingegnere è difeso dall’avvocato Carlo Taormina, che ha solo iniziato il lungo controesame di Londero. Alla prossima udienza di maggio, l’imprenditore tornerà per continuare a rispondere alle domande di Taormina e degli altri difensori. 


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