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Viterbo - Sul futuro dei 38 lavoratori e della riscossione tributi

Esattorie, è scontro in consiglio comunale

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Banchi vuoti tra la minoranza

Banchi vuoti tra la minoranza

Banchi vuoti tra la minoranza

Banchi vuoti tra la minoranza

Una seduta del consiglio comunale

Una seduta del consiglio comunale 

Viterbo – (g.f.) – Esattorie, il futuro dei 38 lavoratori, che da giugno sono senza occupazione, e il futuro della riscossione tributi a Viterbo, stamani sono tornati prepotentemente in consiglio comunale.

Doveva essere una semplice comunicazione da parte dell’assessora Ciambella, ma il dibattito si è protratto per due ore, scaldando gli animi.

Una frase di Santucci (Fondazione) viene fraintesa dalla maggioranza e quando si chiude il dibattito su Esattorie il consigliere esce e per solidarietà escono pure i consiglieri Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Quindi solo interrogazioni e nessun punto all’ordine del giorno da discutere.

Dopo la riunione di mercoledì in prefettura, un’altra è in programma giovedì. In sala i lavoratori che dal 31 dicembre sono senza cassa integrazione, l’assessora al Bilancio Luisa Ciambella ripercorre tutte strade tentate dall’amministrazione, con Anci, Anci Lazio e con la stessa della Toscana. Invano.

Unica soluzione per l’assessora Ciambella, è il bando a corpo, in cui il comune affida il servizio all’esterno, ma solo per la parte che riguarda il front office, la riscossione, contrasto all’evasione. Mantenendo la riscossione diretta dei tributi, risparmiando sull’aggio che finora pagava a Esattorie.

“Le abbiamo tentate tutte – spiega Ciambella – abbiamo messo davanti a tutto la salvaguardia dei lavoratori, nonostante come comune abbiamo l’obbligo della riscossione. Da giugno dello scorso anno siamo arrivati a marzo. Dobbiamo arrivare a una soluzione”. Non per tutti i 38 lavoratori.

Ma dall’opposizione Gianmaria Santucci (Fondazione) ha idee diverse. Il bando a corpo non tiene. “Dopo l’incontro di giovedì – spiega Santucci – ho chiesto una riunione in seconda commissione. Discutiamone. La proposta dell’amministrazione non mi convince, è confusa. E’ tempo di dire, dopo quasi un anno, quandi lavoratori potranno essere presi, con quali mansioni e con quale stipendio”.

Santucci è contrario a esternalizzare il servizio riscossione. Meglio che sia il comune a occuparsene, attraverso Francigena o altra società partecipata, pubblica o mista.

“Non si può portare all’esterno il servizio – osserva Santucci – ricordo poi che per 18 lavoratori ex Cev c’è già un impegno amministrativo preso, ma è ovvio che non si possa dire questi sì e gli altri 38 no”.

Sul Cev gli animi si scaldano, quando l’assessora ricorda il deficit della partecipata, i sette milioni di euro, le responsabilità del passato. Seduta sospesa dal presidente Filippo Rossi.

“Se anche affidassimo il servizio a una società partecipata – osserva l’assessora Ciambella alla ripresa dei lavori – comunque per le assunzioni ci sono procedure di ricerca ben definite.

Le società partecipate hanno creato problemi e oggi la soluzione non può essere ricorrere allo strumento che ha generato quei problemi”.

Nella discussione il sindaco Michelini non prende la parola. Lo fa notare Luigi Maria Buzzi (FdI). “Lei ci dica qualcosa”.

Parla invece l’ex sindaco, Giulio Marini (Forza Italia), che incita l’amministrazione: “Una soluzione – spiega Marini – la dobbiamo trovare noi, da soli. Se c’è la volontà, può darsi che la troviamo.

E basta parlare del Cev e mostri del passato, cui io ho dovuto tagliare la testa”.

Il Cev è ancora oggi argomento spinoso, parte una discussione che si allontana dalla vicenda Esattorie.

Ci sono state condanne in secondo grado, danno erariale, un campo minato.

“Non si può tornare indietro – spiega Francesco Serra (Pd) – dobbiamo cambiare metodo. Sulla questione Esattorie faremo quello che si può fare, senza vendere fumo. Oggi le partecipate in Italia le stanno smantellando”.

Dal canto suo il sindaco Michelini ricorda che il comune si è mosso per tutti i 38 lavoratori. “Giovedì – spiega Michelini – il prefetto giovedì farà un’ultima riunione, con sindaci che sembrano poco attenti alla vicenda.

I servizi erogati devono essere commisurati al numero di dipendenti che si utilizzano. Oggi come amministrazione dobbiamo verificare sul mercato quanto costano ad esempio, scuolabus, farmacie, tutti i servizi. Se sul mercato costa meno, va affidato all’esterno. Oggi si devono controllare queste cose con attenzione.

Detto questo, noi vogliamo lasciare aperta non una finestra, ma una porta.

Voglio lasciare aperta la clausola di solidarietà per i lavoratori Esattorie, da studiare e un’altra per cui se il comune dovesse fare una gara e se poi il servizio nel tempo dovesse allargarsi, altri lavoratori potrebbero entrare, in più rispetto a quelli che inizialmente entrerebbero”.

La seduta si è aperta con un minuto di silenzio, chiesto dalla consigliera Daniela Bizzarri, per ricordare Beno Salvatori, morto pochi giorni fa.


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8 aprile, 2014

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