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Viterbo - Michelini tranquillo dopo la visita della finanza in comune - Carte al setaccio del nucleo di polizia tributaria

Indagine Festival delle luci, il sindaco: “Un normale controllo”

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La finanza a palazzo dei Priori

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La finanza a palazzo dei Priori

La finanza a palazzo dei Priori

Viterbo – “Un normale controllo del nostro operato. Niente di più”.

Il sindaco Leonardo Michelini non è preoccupato. O, per lo meno, non lo dà a vedere (video).

La visita di ieri mattina dei finanzieri a palazzo dei Priori non ha impensierito minimamente il primo cittadino.

“Se c’è un esposto è normale che gli organi investigativi debbano procedere a un controllo”, afferma Michelini. In realtà, ne è pieno il mondo di esposti diventati carta straccia perché non c’erano estremi di reato ravvisabili. Non dev’essere questo il caso se, ieri mattina, il nucleo di polizia tributaria della finanza si è spinto fino ai piani alti del comune in via Ascenzi. Ma per il sindaco, nessun problema.

“E’ stata una normale acquisizione di documenti, un atto di routine. Gli investigatori, del resto, hanno anche il dovere di controllare il nostro operato. A maggior ragione se il controllo, come in questo caso, era stato richiesto da chi aveva fatto l’esposto. Non ci vedo nulla di strano”.

Ad attirare l’attenzione della finanza, in questo caso, è l’allestimento del festival delle luci, diventato il festival delle polemiche, dopo l’affidamento alla ditta Audiotime. Solo due aziende risposero all’avviso del comune a novembre. La Carramusa di Vasanello avrebbe presentato un’offerta a un prezzo inferiore a quella di Audiotime. Ma alla fine ha vinto quest’ultima, socia promotrice di Caffeina, mentre Giacomo Barelli, da sempre vicino all’evento e oggi delegato allo Sviluppo economico, guidava l’assessorato alla Cultura.

L’opposizione grida al conflitto di interessi e presenta un esposto alla magistratura. Intanto, i carabinieri dell’ispettorato del lavoro segnalano un dipendente della ditta non iscritto nel libro paga. Da più parti si chiede di accendere le luci sul festival e la procura non resta a guardare. Il pm Renzo Petroselli delega i finanzieri del nucleo di polizia tributaria che, ieri, per circa un’ora si sono trattenuti negli uffici Ragioneria e assessorato alla Cultura.

Sono usciti con un fascicoletto con tutta la pratica del festival. Niente supporti informatici. Dagli uffici avrebbero portato via solo carte che, a partire da oggi, andranno setacciate alla ricerca di irregolarità. Un fascicolo senza indagati per un’eventuale turbativa d’asta che potrebbe morire qui e ora. A meno che le fiamme gialle non trovino negli atti spunti da approfondire. Magari faccia a faccia con i diretti interessati. Ma è troppo presto per dirlo: per ora gli investigatori studiano i documenti e la procedura.

Antonio Delli Iaconi, assessore alla Cultura solo da pochi mesi, eredita gli strascichi del festival delle luci dal suo predecessore Barelli. “Della procedura in se non so niente – spiega Delli Iaconi, che a Natale era assessore allo Sviluppo economico -. Non ho assistito neanche alla visita della finanza. Ma, in questi casi, l’assessore competente conta poco. Gli affidamenti si fanno con le determine dirigenziali”.

Della trasparenza dell’iter di affidamento, il sindaco Michelini è più che sicuro. “Se le procedure non fossero state a regola d’arte, le avremmo interrotte prima”. 


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9 aprile, 2014

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