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“Sistri, anche l’autotrasporto tra gli esenti dall’obbligo”

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Luigia Melaragni

Luigia Melaragni (Cna) 

Viterbo – “E’ incomprensibile che per le attività di raccolta e trasporto di rifiuti pericolosi a titolo professionale sia rimasto l’obbligo di aderire al Sistri, visto che il comparto è tra i più colpiti dalla crisi e risulta penalizzato proprio dall’attuale sistema di tracciabilità dei rifiuti. Si provveda con urgenza ad escludere dall’adempimento anche i piccoli trasportatori”.

E’ la richiesta rivolta da Cna Fita al ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, dopo la firma del decreto ministeriale che esonera dall’uso del Sistri le imprese al di sotto dei dieci dipendenti. La posizione dell’associazione di categoria è stata ribadita anche in occasione della riunione del tavolo di monitoraggio e concertazione del Sistri, ieri, presso il ministero.

“E’ inaccettabile – si legge nel documento presentato – che sia stata esclusa dall’esenzione la stragrande maggioranza delle aziende di autotrasporto. Si tratta di un microcosmo che soffre molteplici criticità. Negli ultimi cinque anni, hanno chiuso i battenti 75.500 imprese artigiane: quelle di autotrasporto hanno segnato le performance più negative.

Dalla data di introduzione del Sistri, oltre alle clamorose vicende che hanno evidenziato tutte le inefficienze di questo sistema di tracciabilità, le aziende di trasporto hanno dovuto sostenere costi considerevoli: i diritti dovuti per la prima iscrizione al sistema, l’installazione delle black box e il successivo riallineamento, i diritti di segreteria alle Camere di Commercio e le chiavi Usb, la specifica formazione, l’acquisto di computer e stampanti. Una pesante ingiustizia, denunciata unitariamente da tutte le associazioni di categoria. Oggi – sottolinea Cna Fita – al danno si aggiunge la beffa”.

L’associazione auspica quindi un rapido ripensamento e l’inclusione dell’autotrasporto tra le attività esenti dall’obbligo del Sistri.


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30 aprile, 2014

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