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Un business dei morti da 30mila euro

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Operazione Anubi - arrestati tre necrofori della camera mortuaria di Belcolle - Il passaggio di denaro [4]

Operazione Anubi – Arrestati tre necrofori della camera mortuaria di Belcolle – Il passaggio di denaro 

La conferenza dell'operazione Anubi [5]

La conferenza dell’operazione Anubi

 

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Il maggiore Giovanni Rizzo [7]

Il maggiore Giovanni Rizzo

Il pm Paola Conti [8]

Il pm Paola Conti

Il comandante Giovanni Martufi [9]

Il comandante Giovanni Martufi

Operazione Anubi - arrestati tre necrofori della camera mortuaria di Belcolle - Il passaggio di denaro [10]

Operazione Anubi – Arrestati tre necrofori della camera mortuaria di Belcolle – Il passaggio di denaro

Operazione Anubi - arrestati tre necrofori della camera mortuaria di Belcolle - Il passaggio di denaro [11]

Operazione Anubi – Arrestati tre necrofori della camera mortuaria di Belcolle – Il passaggio di denaro

Operazione Anubi - arrestati tre necrofori della camera mortuaria di Belcolle - Il passaggio di denaro [12]

Operazione Anubi – Arrestati tre necrofori della camera mortuaria di Belcolle – Il passaggio di denaro

Operazione Anubi - arrestati tre necrofori della camera mortuaria di Belcolle - Il passaggio di denaro [13]

Operazione Anubi – Arrestati tre necrofori della camera mortuaria di Belcolle – Il passaggio di denaro

L'ospedale di Belcolle [14]

L’ospedale di Belcolle

L'ospedale di Belcolle [15]

L’ospedale di Belcolle

Viterbo – Intascavano fino a 30mila euro per il business dei morti.  (fotocronaca – Il passaggio di denaro [16] – video: I pagamenti [17] – La Pm Conti:”Dieci agenzie funebri coinvolte” [18]).

Un vero e proprio giro d’affari basato sui decessi che ogni anno si verificano all’ospedale Belcolle di Viterbo. 500 in tutto. Morti che i tre addetti alla camera mortuaria si “spartivano” tra loro per poi affidarli, in via privilegiata, alle agenzie funebri in cambio di una somma di denaro. 50 gli euro fissati per ogni salma.

L’attività è stata però smascherata dai carabinieri del nucleo investigativo di Viterbo che, dopo mesi di indagini, hanno arrestato Carlo Eleuteri, Floriano Franklin Canela e Fabrizio Valeriani con l’accusa di corruzione continuata. I tre sono ora ai domiciliari [19].

La corruzione sarebbe consistita proprio nell’accettare somme di denaro da parte dei titolari di agenzie funebri in cambio dell’intermediazione con i famigliari dei deceduti nell’ospedale, per ottenere l’affidamento dei funerali.

Tutto è partito dopo che alcune agenzie funebri si sono lamentate con il direttore sanitario della Asl in merito a una gestione poco trasparente nell’assegnare il servizio funebre.

L’azienda ha così avviato una indagine interna e, dopo aver ottenuto riscontri, ha segnalato le anomalie ai carabinieri.

Sono state così posizionate microspie e videocamere all’interno degli uffici in cui operavano i tre necrofori.

Le registrazioni sono andate avanti per alcuni mesi e hanno documentato lo scambio di soldi tra i soggetti coinvolti. Una prassi talmente consolidata che avveniva quasi in automatico senza il bisogno di spiegazioni.

Nelle duecento pagine di ordinanza, si parla, infatti, “corruzione ambientale”. 

Sono in tutto una decina le agenzie funebri coinvolte e 34 le persone denunciate, tra titolari e gestori, che si prestavano al pagamento per ottenere dei vantaggi. Ingente, infatti, il giro di affari dei servizi funebri dei defunti al Belcolle che si aggira intorno ai tre milioni di euro annui.

La loro posizione è ora al vaglio degli inquirenti che dovranno accertare l’eventuale ruolo di concussi o concussori.

Le ditte che non erano nel giro venivano scavalcate attraverso semplici espedienti messi in atto dai necrofori e che miravano a danneggiare l’immagine delle stesse.

Spesso, come accertato dalle indagini, i tre addetti aprivano tardi le sale, oppure mettevano a disposizione delle stanze piccole in cui i parenti della persona deceduta erano costretti a entrare a turno. Scarsa anche la cura delle salme che non venivano preparate adeguatamente, ma solo coperte con un lenzuolo.

Non solo. I necrofori, inoltre, approfittando della disperazione dei parenti dei morti, li adescavano mettendoli in contatto prima possibile con l’agenzia a loro vicina.

Da settembre 2013 sono state raccolte intercettazioni ambientali e telefoniche utili a ricostruire la dinamica delle attività illecite.

E’ stato anche accertato che uno degli arrestati fosse un vero e proprio socio occulto di una delle agenzie viterbesi, dove peraltro lavorava il figlio.

Le ordinanze di custodia cautelare nei confronti dei tre sono state emesse dal gip Rigato.

Senza i tre responsabili della camera mortuaria, la Asl è stata costretta a prendere dei provvedimenti per garantire comunque il servizio.

“E’ stata fatta rimanere momentaneamente la persona che ha la reperibilità notturna – fanno sapere dall’azienda -. Ora poi si effettueranno delle sostituzioni tramite il personale ausiliario che in breve sarà formato per l’incarico. Si stanno vagliando delle soluzioni tampone con la direzione sanitaria e il Saio, servizio assistenza infermieristica e ostetrica. La camera mortuaria non resterà di certo chiusa”.

Intanto si resta in attesa della convalida del gip dell’arresto che, con tutta probabilità, dovrebbe avvenire entro lunedì.

I legali dei tre aspettano di vedere le carte e non si sbilanciano.

“Mi pare si tratti di un’operazione che nasconde dell’altro – dice Paolo Franceschetti difensore di Carlo Eleuteri -. Un’indagine durata mesi con intercettazioni perché avrebbero preso delle mance di 50 o 12,50 euro che bisogna vedere se rientrano nel reato di corruzione. Tutto questo dispiegamento di forze solo per queste cifre?”.

Paola Pierdomenico


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