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Anche tu redattore - Viterbo - L'appello di Luigi Pasqualini: "Se avete visto qualcosa, andate in Questura"

Auto sfondate e saccheggiate, allarme furti in pineta

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Vetri sfondati e macchina saccheggiata

Vetri sfondati e macchina saccheggiata

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Lungo la strada che conduce alla Faggeta del Cimino, in quella che alcuni chiamano “La Pinetina” e altri, impropriamente, “La Faggeta”, si trova il percorso ginnico: un largo sentiero che, passando nel bosco, congiunge la SP25, che dalla Cassia Cimina si dirige verso Soriano e Canepina, con la SP1 che va verso Roma.

A prescindere dalle definizioni “ufficiali”, si tratta di fatto di un parco pubblico, con tanto di aree pic nic e sentieri escursionistici con la segnaletica del Cai, ed è un luogo piacevolmente frequentato sia da coloro che, viterbesi e non, amano fare attività fisica, sia da chiunque voglia respirare un po’ di aria buona o portare il proprio cane a fare un giro.

Come faccio spesso e con una certa continuità, anche lo scorso lunedì sera mi trovavo lì nel parco per fare una passeggiata e scaricare lo stress di una lunga giornata, e come spesso accade, ero in compagnia della mia ragazza.

Parcheggiata l’auto vicino alle altre già presenti, siamo entrati come di rito nella pineta alle 17,50, e dopo i circa quattro chilometri del percorso e un po’ di stretching, intorno alle 18:30 siamo tornati al punto di partenza.

Purtroppo, questa volta ci attendeva un’amara sorpresa: arrivati alla macchina, abbiamo trovato il finestrino posteriore della mia automobile fracassato e la borsa della mia fidanzata, che era stata preventivamente nascosta sotto il sedile, rubata.

Poco più in là, una sorte simile era toccata a una coppia con la loro bimba, che con lo stesso rabbioso stupore contemplava il lunotto posteriore della propria macchina ormai in mille pezzi.

Cercando di non cedere totalmente allo shock, abbiamo razionalizzato la situazione e siamo andati immediatamente verso la Questura; la nostra priorità era, ovviamente, quella di bloccare le carte di credito contenute nella borsa rubata, ma senza un cellulare, rubato anche quello, lo abbiamo potuto fare solo dal telefono della polizia. Erano circa le 19,30.

Nelle ore successive poi, ci siamo resi conto che non era finita lì: i delinquenti, infatti, avevano svuotato con prelievi bancomat ben due conti con una rapidità allucinante e senza possedere il pin che, di fatto, non poteva essere entrato in possesso dei ladri in alcun modo.

Come se non bastasse, nei giorni seguenti, oltre ai danni c’è stata la beffa di sentirci dire da diverse persone che i furti perpetrati in loco sono noti da tempo, quasi abituali. A quanto pare solo noi lo ignoravamo.

Temo che, come noi, altre persone non siano a conoscenza di questo rischio, e data l’elevata frequentazione del posto, anche da parte di famiglie e donne sole con i loro bambini, credo sia doveroso diffondere la notizia il più possibile.

In conclusione, vorrei lanciare un appello: chiunque lunedì 12 maggio si fosse trovato in zona e avesse notato, visto o sentito qualcosa di sospetto, faccia in modo di comunicarlo al più presto alla Questura di Viterbo, presso cui è depositata la nostra denuncia.

Luigi Pasqualini


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17 maggio, 2014

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