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Operazione Babele - Gli avvocati degli indagati ancora in carcere preparano il ricorso al Riesame

Maxiretata antidroga, raffica di scarcerazioni e patteggiamenti

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Operazione Babele - Gli arrestati - Clicca per ingrandire

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Operazione Babele - La droga sequestrata - Clicca per ingrandire

Operazione Babele – La droga sequestrata – Clicca per ingrandire

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Rodolfo Feliz Castillo

Rodolfo Feliz Castillo

Viterbo – (s.m.) – Altri due fuori dal carcere.

La “Babele” della marijuana e della cocaina in centro storico continua con una raffica di scarcerazioni.

Il quadro accusatorio non si tocca. Tutt’altro: per molti le porte del carcere si sono riaperte, in favore dei domiciliari, perché hanno chiesto il patteggiamento. Un’ammissione di colpa che, per gli inquirenti, è un certificato di solidità delle indagini, iniziate nel 2013 e culminate nel blitz di lunedì scorso di carabinieri e finanza. Il totale è di 31 arresti e due gruppi di spacciatori sgominati: i maghrebini di San Pellegrino e i dominicani tra San Faustino e via Cairoli. 

Lo stesso pm Paola Conti avrebbe dato parere favorevole a misure più leggere come i domiciliari. Anche per una questione di restyling della normativa sugli stupefacenti. La nuova, in vigore da pochi giorni, fissa in quattro anni la pena massima per gli episodi di spaccio più lievi. Quindi niente carcere.

Ieri scadeva il tempo massimo per il gip Franca Marinelli per decidere sulle istanze presentate dagli avvocati degli indagati in carcere. Da Mammagialla, è finito ai domiciliari il gestore di un bar. Libera la fidanzata, che era agli arresti a casa, e libero anche un 35enne di Vitorchiano, tra i 25 portati in carcere.

Oggi la decisione sulle posizioni più marginali, dei sette agli arresti domiciliari.

Gli altri, per la maggior parte tunisini e dominicani, restano reclusi nel penitenziario viterbese. La posizione più delicata, del resto, è quella degli stranieri: è a molti di loro che la procura contesta l’aggravante di aver, in qualche modo, agito come gestori del traffico di droga. Anche se non è contestata l’associazione a delinquere, perché non si ipotizza l’esistenza di un vero e proprio gruppo omogeneo nello spaccio in centro. Semmai c’erano più cellule attive nel cuore della città, pronte a collaborare attraverso alcuni indagati.

Le strade dei 31 arrestati si sono divise fin dagli interrogatori di garanzia. Da un lato, c’è chi ha preferito patteggiare subito, anche in vista dei suoi precedenti penali. Dall’altro, c’è ancora chi spera fino all’ultimo. Come Rodolfo Feliz Castillo, detto Bryan nelle intercettazioni. Incensurato, in Italia da sempre, con un lavoro regolare e un ruolo importante nella squadra viterbese di baseball. 

Agli interrogatori ha negato sia di fare uso di droga che di spacciarla, ma il suo nome è il primo della lista nell’ordinanza di custodia cautelare del gip Franca Marinelli. Il suo avvocato Samuele De Santis ricorrerà al tribunale del Riesame, come anche altri colleghi stanno per fare. Il deposito del ricorso è questione di ore. Obiettivo: far annullare l’ordinanza per motivi formali.


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28 maggio, 2014

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