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Feto tra i rifiuti, è scontro sulla proroga delle indagini

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Il cassonetto di via Solieri dove è stato ritrovato il feto [4]

Il cassonetto di via Solieri dove è stato ritrovato il feto

Il pm Franco Pacifici [5]

Il pm Franco Pacifici

Maria Antonietta Russo [6]

L’avvocato Maria Antonietta Russo

Viterbo – Feto nel cassonetto, è scontro sulla proroga delle indagini.

Il pm vuole altri sei mesi per indagare sulla madre 24enne che ha gettato il suo feto in un secchione. La difesa si oppone.

Si è svolta ieri davanti al gip Francesco Rigato la prima udienza viterbese per il feto femmina di sette mesi abbandonato tra i rifiuti. 

Il magistrato Franco Pacifici, titolare delle indagini, ha chiesto una proroga per proseguire l’inchiesta sulla giovane madre e sull’infermiere che l’ha aiutata a disfarsi della sua neonata. Succedeva l’anno scorso.

La 24enne romena fu arrestata il 7 maggio. Cinque giorni prima aveva dato alla luce la sua bambina, inducendo il parto prematuro con un farmaco a base di ossitocina. E’ qui che entrerebbe in gioco l’infermiere, conosciuto dalla ragazza nel night in cui lavorava: sarebbe stato lui a procurare alla giovane donna il medicinale che le ha provocato le contrazioni. Il tutto con una ricetta medica falsificata.

L’infermiere è sempre rimasto a piede libero. Interrogato dal pm, ammise di aver accompagnato la 24enne fino al cassonetto di via Solieri, al quartiere del Carmine, a Viterbo. L’avrebbe vista gettare un sacchetto. Ma l’infermiere diceva di non sapere cosa contenesse. Subito dopo, la corsa all’ospedale Belcolle, dove la madre rivela ai medici di aver partorito da sola un paio di ore prima, per poi gettare la sua bimba tra i rifiuti.

Sui motivi dell’arresto è guerra di ricorsi. Per il gip è occultamento di cadavere, mentre la procura spinge sul reato di omicidio e arriva fino in Cassazione, che rimanda gli atti al Riesame. I giudici romani confermano l’ipotesi di omicidio, ma l’avvocato della madre e dell’infermiere, Maria Antonietta Russo, impugna di nuovo la decisione e riporta il caso davanti alla Suprema Corte. 

L’udienza è fissata ai primi di giugno. Il gip Rigato, intanto, si è riservato sulla richiesta del pm. L’avvocato Russo sostiene che il magistrato abbia avuto tempo a sufficienza per svolgere i dovuti accertamenti. Da qui, la sua opposizione alla richiesta di proroga degli inquirenti. Per decidere se le indagini andranno avanti potrebbero volerci giorni o settimane.


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