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Acquapendente - L'amministrazione comunale ribatte a Forza Italia

“L’ospedale è frutto del decreto Polverini”

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L'ospedale di Acquapendente

L’ospedale di Acquapendente

Acquapendente – Riceviamo e pubblichiamo – L’attuale situazione del CeCad di Acquapendente o casa della salute o presidio prossimale di continuità (cambia il nome ma non la sostanza) è il frutto del decreto 80 emanato dalla presidente della Regione Lazio Renata Polverini nel 2010 in veste di commissario della sanità.

Ci rimane difficile credere che in tutti questi anni in cui la comunità aquesiana si è giustamente mobilitata, in cui le forze politiche rappresentate nel consiglio comunale hanno unanimemente contrastato il decreto, in cui il comitato pro ospedale ha più volte organizzato manifestazioni, che Forza Italia sezione locale non si sia accorta di niente, ma ci rimane estremamente facile capire perché lo fa oggi, in campagna elettorale, con regione e comune amministrati da forze del centro sinistra.

Quanto la Asl ha presentato alla Regione in data 5/5/2014 è esattamente quanto previsto dalla Polverini nel 2010 con il decreto 80 ed iniziato con la chiusura della unità complessa di chirurgia generale nel 2011, e la trasformazione in CeCad della struttura ospedaliera nel 2012, ma forse anche di questo Forza Italia sezione locale non si è accorta.

Ora, dopo anni di cattiva gestione della sanità regionale e provinciale, è ridicolo che si tenti di far ricadere la colpa sul sindaco, sulla giunta o sul politico di turno o addirittura su un servizio infermieristico che ha la colpa di trovarsi alla base di una rivoluzione del servizio sanitario non solo nazionale ma europeo. Chi dichiara determinate affermazioni, false anche dal punto di vista tecnico, dovrebbe farsi un esame di coscienza.

Sì perché il pronto soccorso è stato declassato in PPi nel 2012, l’anestesista non è più presente h24 dal 2012, la riduzione dei posti letto in medicina era già prevista nel decreto Polverini e la degenza infermieristica (che non è un punto di assistenza infermieristico come erroneamente affermato) prevede il ricovero h24 per un massimo di 20 giorni con il medico presente in alcune fasce orarie e reperibile in altre. Queste sono informazioni che dovrebbero essere conosciute facilmente da chi ha seguito la storia dell’ospedale ed i vari decreti emanati.

Infatti, ricordiamo bene che nel 2011 quando in Regione c’erano i rappresentanti del Pdl furono fatti numerosi comunicati, da parte del Pdl locale e dei rappresentanti regionali, per sostenere la riorganizzazione prevista dal decreto 80, indicando come allarmismi e strumentalizzazioni le iniziative del Comune di Acquapendente a difesa dell’ospedale.

Ora possiamo capire che a Forza Italia può non piacere un reparto di degenza infermieristica, ma prima di giudicare sarebbe opportuno conoscere ciò di cui si parla. Un servizio peraltro non sostitutivo di qualcosa in essere ma di nuova istituzione, e quindi di incremento dell’offerta sanitaria sul territorio.

Ovviamente noi come amministratori di questo comune siamo convinti, come mille volte detto, che la riorganizzazione proposta dalla Regione e dalla Asl non è adeguata. Proprio per questo abbiamo richiesto, con atti del comune e con l’interrogazione parlamentare di Alessandra Terrosi, un tavolo tecnico per riaprire la discussione sul decreto 80 del 2010.

Saremmo lieti che di questa nostra battaglia facesse parte anche Forza Italia nella difesa del bene comune sopra quello del singolo individuo, o meglio del singolo medico.

Comune di Acquapendente


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16 maggio, 2014

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