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“Solo senza misura cautelare Fiorita potrebbe tornare in Italia”

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il dentista Gianfranco Fiorita [3]

il dentista Gianfranco Fiorita

L'avvocato Roberto Alabiso [4]

L’avvocato Roberto Alabiso

Viterbo – “Solo senza misura cautelare Fiorita potrebbe tornare in Italia”.

E’ quanto sostiene Roberto Alabiso, l’avvocato del dentista scomparso nell’ottobre del 2010 da Viterbo e che ora si è rifatto una vita in Paraguay da quasi quattro anni.

Gianfranco Fiorita è accusato di appropriazione indebita per essere scappato dall’Italia con le somme incassate dalle finanziarie sottoscritte dai suoi clienti. Questi ultimi si sono ritrovati con i denti da curare e centinaia di euro (in alcuni casi anche migliaia) da dover continuare a sborsare.

Ieri pomeriggio, dopo l’ascolto degli ultimi due testimoni di parte civile, il legale del professionista ha avanzato al giudice la richiesta di revoca della misura cautelare, che ancora pende su Fiorita, motivandola punto su punto.

“Il provvedimento è stato comminato al mio cliente quattro anni fa – ha spiegato Alabiso – e non credo abbia ormai più senso per diversi motivi. Intanto, che Fiorita inquini le prove dopo quattro anni è impossibile. Il pericolo di fuga è inutile perché la fuga, come è chiaro a tutti, c’è già stata a monte”.

Secondo l’avvocato, al contrario, i benefici della revoca della misura sarebbero molteplici.

“Se fosse libero di muoversi – sottolinea il legale – gli potrebbero rinnovare il passaporto che ora è stato costretto a consegnare alla polizia paraguayana. A quel punto sarebbe molto verosimile che decida di tornare in Italia e magari cercare il modo di risarcire chi ne ha diritto”.

Il tutto anche alla luce del sequestro conservativo dei beni del dentista disposto dal giudice Turco nelle scorse settimane, in risposta all’istanza dei legali di parte civile Carlo Mezzetti, Paolo Delle Monache e Antonio Iezzi.

“Visto che le sue proprietà sparse tra Viterbo e Cosenza sono congelate – conclude l’avvocato – è ancora più probabile che Fiorita abbia intenzione di tornare in Italia per sistemare le cose e non lasciare che tutto gli sfugga di mano a migliaia di chilometri di distanza”.

Il pm Barbara Santi non si è opposta all’istanza del legale e il giudice Turco si è riservato. La decisione, quindi, è attesa per la prossima udienza, fissata per il 16 luglio, quando il processo continuerà con l’ascolto dei nove testimoni della difesa.

Francesca Buzzi


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