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Ronciglione - Soltanto il ministero della Salute è stato ammesso dal giudice come parte civile

Morte cavalla Tiffany, animalisti fuori dal processo

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Massimo Sangiorgi e Luciano Camilli

Massimo Sangiorgi e Luciano Camilli

Sangiorgi e Camilli con gli avvocati Luca Paoletti e Romano Pesciaroli

Sangiorgi e Camilli con gli avvocati Luca Paoletti e Romano Pesciaroli

La cavalla Tiffany a terra, dopo l'incidente

La cavalla Tiffany a terra, dopo l’incidente

La caduta della cavalla Tiffany

La caduta della cavalla Tiffany

La caduta della cavalla Tiffany

La caduta della cavalla Tiffany

Ronciglione – Morte cavalla Tiffany, animalisti fuori dal processo.

E’ quanto ha deciso stamattina il giudice Roberto Migno in seguito alle eccezioni avanzate dall’avvocato Luca Paoletti, legale degli imputati Sangiorgi e Camilli, sulla costituzione di parte civile nel processo del ministero della Salute e delle associazioni animaliste: Enpa (Ente nazionale protezione animali), Anpana (Associazione nazionale protezione animali natura ambiente), Lav (Lega antivivisezione), Horse Angels e Ihp (Italian horse protection).

Gli imputati, l’ex sindaco di Ronciglione Massimo Sangiorgi e il presidente della proloco Luciano Camilli, rispondono di maltrattamento degli animali in seguito all’incidente durante le prove del palio di Ronciglione, nel quale perse la vita la cavalla Tiffany, della scuderia Montecavallo.

Secondo quanto stabilito dal giudice solo il ministero della Salute sarà parte civile del processo.

Le associazioni animaliste, invece, saranno soltanto parte offesa perché per la costituzione formale di parte civile sarebbe stata necessaria una decisone ministeriale che, invece, non c’è.

Sciolta questa riserva, il giudice ha dichiarato aperto il dibattimento e, dopo aver ammesso le prove, ha iniziato l’ascolto del primo testimone del pubblico ministero: il dirigente dell’area sanità veterinaria della regione Lazio.

L’esperto ha chiarito, in particolare, l’aspetto relativo alla gestione del percorso sul quale aveva luogo il palio a Ronciglione.

Nello specifico il funzionario ha spiegato che, con una delibera di giunta, la regione Lazio aveva derogato al Comune l’interramento del suolo. Interramento che non fu fatto poiché una commissione di esperti, tra cui anche un veterinario, spiegò che cospargere di terra il tracciato avrebbe potuto peggiorare le cose. Considerato che le strade su cui correvano i cavalli sono a dorso d’asino, la sabbia si sarebbe cosparsa in maniera irregolare creando dislivelli pericolosi.

Il processo è stato aggiornato all’udienza del 22 gennaio 2015 quando si proseguirà con l’ascolto di tutti gli altri testimoni del pm Stefano D’Arma.

 


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8 maggio, 2014

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