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Elezioni amministrative 2014 - Nepi - Scheda intervista per la presentazione della candidatura a sindaco di Pietro Soldatelli (Nepi progetto comune)

“Lavoro e riduzione della fiscalità locale”

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Pietro Soldatelli

Pietro Soldatelli 

Nepi – “Lavoro e riduzione della fiscalità locale”.

La scheda intervista per la presentazione della candidatura a sindaco di Nepi di Pietro Soldatelli (Nepi progetto comune) in vista delle elezioni amministrative del prossimo 25 maggio.

A sfidarsi contro di lui: Annastasia Calderaro (Tu per Nepi), Francesco De Fazio (Nepinsieme) e Luca Sbaraglia (M5s).

Chi è Pietro Soldatelli?
“Sono nato nel 1973 – dice il candidato -, mi sono diplomato al liceo scientifico Meucci di Ronciglione. Sposatomi giovanissimo, la mia famiglia è composta attualmente da moglie e cinque figli. Autista nel settore commerciale, dal 2007 faccio politica attiva sul territorio. Nel 2009 mi candido e vengo eletto Consigliere comunale. In tale ruolo ho approfondito la conoscenza della macchina amministrativa e ho dato seguito con grande impegno al mandato ricevuto.

Il 30 marzo 2014 sono stato il protagonista delle primarie civiche, alle quali partecipa il 14% dell’elettorato del paese. Risultando vincente con 624 preferenze, ho ricevuto l’investitura per la candidatura a Sindaco.

Amante dello sport, ho svolto per trent’anni attività agonistica nella pallavolo. Attento ai problemi dell’ambiente, coltivo hobby naturalistici e l’interesse per la storia locale di cui sono buon conoscitore.

Di me dicono che la mia qualità caratteriale più apprezzata, risieda nella capacità di ascolto e di immedesimazione nelle problematiche dell’interlocutore”.

Come mai ha deciso di candidarsi?
“La mia candidatura è emersa in modo naturale. In consiglio comunale ho esercitato un opposizione rigorosa, ma sempre propositiva, diventando un punto di riferimento per numerosi cittadini. La voglia di cambiamento che si manifesta in forme diverse a livello nazionale è spesso presente anche sui territori; così negli ultimi mesi molte persone di aree politiche diverse mi hanno sollecitato a candidarmi. L’esito di tutto questo sono state le primarie, con dei numeri che hanno parlato chiaro”.

Il suo programma in cinque punti.
“Credo non sia così difficile ottenere buoni risultati, basta usare il buon senso e la razionalità, e iniziare a introdurre delle novità, sia in piccolo che in grande. Finora per lo sviluppo si è puntato solo sull’edilizia e sui centri commerciali, con un indirizzo che assolutamente non conviene alla collettività, e i risultati sono chiaramente fallimentari.

Innanzi tutto la riduzione della fiscalità locale: abbiamo raggiunto un livello di tassazione tra i più alti della provincia; un ulteriore ostacolo che, per le famiglie e le imprese, si somma alla crisi; e questo nonostante le entrate extratributarie dell’Acqua di Nepi, grazie alle quali dovremmo essere avvantaggiati rispetto agli altri. Non c’è da inventarsi molto; basta attuare politiche di riduzione degli sprechi già attuate in altri Comuni; ma bisogna cambiare il modo di amministrare, diventando efficienti e trasparenti.

Il secondo punto è lo sviluppo dell’occupazione, puntando sulla nostra favorevole posizione geografica tra Roma e Viterbo. Tradotto in fatti, questa collocazione rende possibile una riqualificazione del territorio sia dal punto industriale che turistico commerciale. Gli interventi necessari sono molti; bisogna intervenire nella zona artigianale e nell’area industriale di Settevene, che nel passato era un polo di sviluppo importante, mentre ora più della metà dei capannoni sono vuoti; in quel caso bisogna intervenire sull’accesso, sulla vigilanza, sulla promozione e sulla riqualificazione dell’area, che procede verso un progressivo degrado.

Terzo punto: ambiente e cultura per il turismo, sul quale finora non si è affatto puntato: ogni domenica sulla Cassia e sulla Cassia Cimina vediamo fiumi di automobili che rientrano a Roma; un flusso che sfiora il nostro paese, che però rimane al di fuori. Ho dato uno sguardo ai dati degli agriturismi sul sito internet della Provincia; in totale ce ne sono circa 350; Nepi che è uno dei paesi più grandi e ha un territorio pregiato ne ha solo 3; solo per fare qualche esempio Acquapendente ne ha 28; Bolsena 32. Insomma, mentre qualcuno coglieva le opportunità dei finanziamenti PSR ed europei, da noi si pensava ad altro, ai centri commerciali ed alle promesse sull’edilizia, riuscendo peraltro nell’impresa impossibile di paralizzare tutto.

Sul turismo abbiamo idee e stiamo coinvolgendo figure professionalmente competenti, con l’obiettivo di seguire un progettualità e creare un sistema.

E poi per questo settore, come anche per i servizi ai cittadini, dobbiamo entrare in rete con i Comuni vicini, perché questo aumenta le potenzialità e l’efficienza e riduce gli sprechi.

Quarto punto: La rimodulazione dei servizi sociali, che possono essere modernizzati ed aggiornati ai tempi, con una maggiore attenzione sia per i giovani che per gli anziani. E’ necessario ripensare gli aiuti economici erogati dal Comune, verificando il livello di bisogno di chi è attualmente sussidiato, ed andando incontro a quelle persone che, magari parimenti bisognose, per dignità personale non si fanno avanti nel chiedere aiuto.

Quinto: La trasparenza e la partecipazione: il comune deve essere una “casa di vetro”, aiutando i cittadini a comprendere l’attività amministrativa e a verificare l’effettiva attuazione dei programmi elettorali. Per noi la politica “nuova” presenta programmi elettorali che non sono libri dei sogni, e li realizza. Un impegno immediato è quello di trasmettere in diretta streaming i Consigli comunali, ricordando che questa proposta è stata più volte avanzata all’attuale Amministrazione, che l’ha sempre rifiutata.

Non intendiamo la trasparenza e la partecipazione come aspetti ideali ed astratti, ma come aspetti concreti che contribuiscano a migliorare la qualità dell’amministrazione”.

Cosa cambierebbe subito del suo paese?
“Il fatto che l’attuale sindaco da sempre approfitta dell’autorevolezza del suo ruolo per screditare gli avversari politici e non solo. Un atteggiamento che Nepi prima di Franco Vita non aveva mai conosciuto, e che spero potremo presto dimenticare. Il cambiamento che vorrei per Nepi è lo stesso che vorrei per l’Italia.

Ci sono altri paesi europei dove le cose funzionano e tutto sembra semplice: il contenimento della disoccupazione, la fiscalità equilibrata, la protezione del territorio, le riqualificazioni urbane, la meritocrazia, l’educazione all’ecologia, la valorizzazione turistica; in Italia, come negli altri paesi mediterranei, non è così e tutto è difficile; il fatto è che da noi prevalgono gli individualismi ed i clientelismi, e a bloccare ulteriormente il sistema ci sono, ancora nel 2014, gli strascichi delle vecchie divisioni ideologiche che producono divisioni preconcette e non permettono di riunirsi intorno a dei contenuti condivisi per concretizzarli. Io vorrei che, da questi punti di vista, assomigliassimo di più ai Paesi del centro e Nord-Europa.

Questo non significherebbe perdere la nostra identità; significherebbe avere una possibilità di salvarla. Il discorso è valido per l’Italia come per Nepi”.

Perché dovrebbero votarla?
“Chiedo di essere votato perché ho a cuore lo sviluppo della mia Nepi – conclude Soldatelli – e non ho mai fatto promesse che non si possono mantenere”.


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21 maggio, 2014

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