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Viterbo - Oggi i funerali di Roberto Delfino alla chiesa della Verità - Commosso il ricordo del presidente dell'Ordine Luigi Sini e dell'ex prefetto di Roma Carlo Mosca presenti alla cerimonia

Se ne è andato un avvocato galantuomo…

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I funerali dell'avvocato Roberto Delfino

I funerali dell’avvocato Roberto Delfino 

I funerali di Roberto Delfino

I funerali di Roberto Delfino

La figlia Silvia

La figlia Silvia

I funerali di Roberto Delfino

I funerali di Roberto Delfino

I funerali di Roberto Delfino

I funerali di Roberto Delfino

I funerali di Roberto Delfino

I funerali di Roberto Delfino

I funerali di Roberto Delfino

I funerali di Roberto Delfino

I funerali di Roberto Delfino

I funerali di Roberto Delfino

I funerali dell'avvocato Roberto Delfino

I funerali dell’avvocato Roberto Delfino 

L'ex prefetto di Roma Carlo Mosca

L’ex prefetto di Roma Carlo Mosca

Viterbo – (p.p.) – “Un difensore fermo e coraggioso come pochi” (fotocronaca).

Sono parole dense di emozione quelle del presidente dell’Ordine degli avvocati Luigi Sini nel ricordare Roberto Delfino durante i suoi funerali alla chiesa della Verità.

Una folla di gente ha dato l’addio all’avvocato 69enne che ieri si è spento dopo un lungo ricovero in terapia intensiva al policlinico Gemelli di Roma in seguito a un’ischemia.

Cordoglio e commozione tra i volti di chi si è stretto intorno al dolore della moglie Carla e delle figlie Silvia e Giulia. Una cerimonia toccante in cui, in tanti, hanno voluto ricordare Delfino spendendo per lui parole di stima e affetto.

Tra loro proprio Sini. “Oggi – ha detto rivolgendosi alla famiglia Delfino – ci accomuna la perdita del nostro amatissimo Roberto, amico e collega. La speranza che ci ha accompagnato in questi giorni, si è infranta ieri, lasciando ognuno di noi nel dolore e nel rimpianto di non aver scambiato con lui un ultimo sorriso.

Se ne è andato troppo presto. Lui che è stato un difensore fermo e coraggioso, come pochi. Aveva la forza di affrontare tutte le battaglie per poter dare il meglio di sé agli altri. Ha amato la nostra professione e ha rispettato il prossimo. Per tutti noi Roberto è stato e rimarrà sempre la dimostrazione che l’avvocatura non è un residuo fossile di un’epoca tramontata. Oggi sono i giorni dello smarrimento.

I ricordi col tempo diventeranno dolci ed è vostro compito trasmetterli a sua nipote Carolina che adorava. Già da domani – ha aggiunto rivolgendosi alle figlie Silvia e Giulia – sarà bello e confortante sentir parlare di vostro padre. Vi darà forza e coraggio, quel coraggio che Roberto ha sempre dimostrato. Vi porto l’abbraccio dell’avvocatura e del palazzo di giustizia che ha voluto onorare la sua memoria con un minuto di silenzio nelle aule penali in cui lui è stato protagonista per anni. Arrivederci Roberto, anche tu porta il nostro abbraccio ai colleghi che ti hanno preceduto. Riposa in pace”.

Commosso anche il ricordo dell’ex prefetto di Roma Carlo Mosca, compagno di corso di Delfino all’accademia del corpo delle guardie di pubblica sicurezza.”In quei quattro anni – ha detto Mosca – Roberto è stato educato ad amare il suo paese, a rispettare la legge e a farla rispettare. E’ stato educato ai nobili valori della lealtà, del dovere e della disciplina. Poi, qualche anno dopo, è stato chiamato lui a insegnarli ad altri giovani. Lo ha fatto con il suo inconfondibile stile da galantuomo. Con il suo sorriso e la sua fermezza, nella convinzione di formare ufficiali che sarebbero stati destinati a dare ordine alla vita del paese”.

Quindi un cenno alla scelta di Delfino di intraprendere la carriera forense. “Roberto – ha continuato Mosca – ha deciso con coraggio di abbandonare una carriera da brillante ufficiale, da brillante capitano di polizia per ritornare nella sua Viterbo tra i suoi cari e la sua famiglia. Forte delle virtù imparate al corso, ha abbracciato la professione di avvocato distinguendosi per l’impegno, la professionalità e la capacità di risolvere problemi anche delicati, riscuotendo stima e affetto dalla sua città.

Siamo venuti qui da Roma – ha concluso rivolgendosi alla famiglia – per abbracciare la moglie Carla e le figlie Silvia e Giulia. Roberto ha avuto tanti amici che gli hanno voluto bene. Il nostro affetto è asciutto e semplice. Sincero. L’amicizia per lui si trasferisce a voi. Sappiate che ci siamo”.

Anche la figlia Giulia ha voluto salutare il padre leggendo la poesia di Sant’Agostino “La morte non è niente”.

Don Elio, che ha celebrato la messa, nella sua omelia, si è soffermato sul significato cristiano di morte, intesa non come fine dei legami, ma come l’inizio di una nuova esistenza nell’abbraccio di Dio. “Ho conosciuto Roberto anni fa – ha detto il sacerdote – e so per certo che ha compiuto tanto bene. E’ per questo che lo immagino nel cuore di Dio a pregare e a intercedere per noi“.

A conclusione della cerimonia il feretro è stato portato a spalla fuori dalla chiesa dove ad attenderlo c’era una folla che lo ha accompagnato nell’ultimo viaggio.


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8 maggio, 2014

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