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L'irriverente

Se Ascoli si confronta con Viterbo…

di Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

Renzo Trappolini 

Viterbo – In campagna elettorale ad Ascoli Piceno, dove si vota a fine maggio, la giunta uscente si racconta confrontandosi per gli anni 2008/2012 (fonti Istat) con dieci città di analoghe dimensioni e tutte del centro Italia. Compresa Viterbo, le cui performances, paragonate agli altri capoluoghi, appaiono di un qualche interesse.

Anzitutto la popolazione: in diminuzione ovunque e da noi in aumento (+ 2%). Secondi dopo L’Aquila per mq stimati pro capite (73) in quasi 38.000 alloggi, ma primi per immobili di pregio (abitazioni signorili, villini, ville e palazzi): il 7,5% del totale residenziale.

Nel 2012, eravamo primi anche per numero di automobili : 744,2 ogni 1000 abitanti e, ciò nonostante, “il superamento del limite per la protezione della salute umana previsto per il PM10-inquinamento da traffico veicolare” era calcolato in soli tre giorni (in discesa rispetto ai 14 del 2008), contro i 120 di Frosinone.

Però – e a dimostrazione di come ogni numero non racconta una cosa sola e che a una lettura positiva possono corrisponderne molte altre che non lo sono – più vetture private significano spesso maggiore spazio urbano lasciato alla circolazione veicolare (tante delle dieci città considerate hanno chiuso i centri storici da anni) e un numero di passeggeri del trasporto pubblico, rapportato agli abitanti, basso: a Siena era sette volte più alto che a Viterbo.

Questo è un tema certamente complesso e investe scelte organizzative locali, ma anche finanziamenti pubblici e localizzazione degli insediamenti produttivi, amministrativi, socio-sanitari, scolastici,residenziali, oltre ad un dato culturale complessivo dei cittadini.

Come, ad esempio, per i rifiuti urbani: tra i più bassi in quantità prodotta (490 kg ad abitante nel 2012), ma con la percentuale di differenziata sulla raccolta totale a livelli tutt’altro che esaltanti rispetto alle altre città.

Minime l’aliquota Imu e l’addizionale Irpef, ma il tasso di disoccupazione (13,3% nel 2012) era secondo solo a quello di Massa, mentre la spesa pro capite in attività culturali, ricreative e turistiche (il nostro oro, dicono) ci collocava molto lontano non solo dalla migliore che è Siena, ma anche da Macerata e Rieti. Al penultimo posto per presenze (meno di un milione nel 2012, considerando la provincia), pur con un buon numero di strutture ricettive (114 e 2.433 posti letto in città)

Nel periodo esaminato (2008/2012) a Viterbo amministrava la giunta di centro destra di Giulio Marini.

Aspetteremo, nel 2018, i numeri dell’attuale maggioranza di centro sinistra e oriundi vari.

Renzo Trappolini

12 maggio, 2014

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