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Civita Castellana - Due anni di reclusione - Difesa pronta all'appello

Allunga le mani su una dodicenne, condannato

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Civita Castellana

Civita Castellana

Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

Civita Castellana – Due anni di reclusione per aver allungato le mani su una 12enne.

A tanto è stato condannato in primo grado un 47enne di Civita Castellana ritenuto responsabile di violenza sessuale aggravata su minore.

I fatti risalgono all’estate 2007: la ragazzina raccontò ai familiari di essere stata avvicinata dall’uomo di notte, mentre dormiva. Disse di aver sentito la sua presenza da dietro, mentre era sdraiata a pancia in sotto. Lui le si sarebbe steso sopra e l’avrebbe costretta a toccarlo. Ma il tutto sarebbe durato pochi secondi. Tempo di realizzare e rifugiarsi nel letto della mamma, che dormiva nell’altra stanza.

La denuncia è arrivata tre anni dopo i fatti. Precisamente dopo la morte della madre della 12enne.

Per un breve periodo, la signora si era trasferita a casa di M.L. con i figli: nell’abitazione in cui viveva col marito, le avevano staccato la corrente. Proprio in quel contesto la 12enne avrebbe subito gli abusi denunciati. Ma, a detta dell’imputato, non erano solo le bollette non pagate il motivo che l’aveva portato a ospitarla la donna con i bambini. “Avevamo una relazione – ha spiegato il 47enne in aula -. Durava da sei anni. E sarebbe durata ancora se lei non fosse morta”. La storia tra i due, per l’accusa, non alleggerisce gli indizi a carico dell’imputato. Tutt’altro: secondo il pm Capezzuto, proprio quella relazione, di cui forse la ragazzina era a conoscenza, potrebbe averla dissuasa dal raccontare tutto subito alla madre, costringendola a serbare quel segreto nel cuore per tanto tempo. Tre lunghi anni. Per poi sbottare al trigesimo della morte della mamma.

La difesa ha parlato di “lacune procedurali gravissime” e di “prova viziata e inattendibile”: “Sulla ragazzina non è stata fatta alcuna perizia psicologica – ha dichiarato nella sua arringa l’avvocato Floriana Clementi -. La bambina è stata scaraventata in tribunale, davanti a giudici e avvocati, per un incidente probatorio condizionato e contaminato”. Non solo, a detta del legale, il racconto della 12enne non sarebbe stato genuino, ma mancherebbero tasselli importanti. Come la deposizione del fratello che dormiva nel letto accanto a lei e che nessuno ha mai chiamato a testimoniare. 

Ma per il collegio presieduto da Eugenio Turco, il 47enne è colpevole. Con la condanna a due anni può ancora beneficiare della condizionale ed evitare il carcere. Ma alla difesa non basta: l’avvocato farà appello.


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11 giugno, 2014

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