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Babele, in cinque ai domiciliari col braccialetto

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Operazione Babele - Gli arrestati [3]

Operazione Babele – Gli arrestati

La conferenza stampa dell'operazione Babele [4]

La conferenza stampa dell’operazione Babele

Operazione Babele - La droga sequestrata - Clicca per ingrandire [5]

Operazione Babele – La droga sequestrata – Clicca per ingrandire

Operazione Babele - La droga sequestrata - Clicca per ingrandire [6]

Operazione Babele – La droga sequestrata – Clicca per ingrandire

Operazione Babele - La droga sequestrata - Clicca per ingrandire [7]

Operazione Babele – La droga sequestrata – Clicca per ingrandire

Operazione Babele - La droga sequestrata - Clicca per ingrandire [8]

Operazione Babele – La droga sequestrata – Clicca per ingrandire

Viterbo – Nessun azzeramento a cascata dell’ordinanza d’arresto.

Il tribunale del Riesame ha annullato solo alcuni capi d’accusa delle 249 pagine firmate dal gip Franca Marinelli. L’inchiesta riguarda lo spaccio a cielo aperto nel centro storico di Viterbo, culminata nei 31 arresti del blitz “Babele” di finanza e carabinieri.

La riserva è stata sciolta in serata, dopo l’udienza di ieri mattina, che aveva visto 12 degli indagati sfilare davanti al collegio.

Gli avvocati Roberto Massatani, Remigio Sicilia, Samuele De Santis, Marco Valerio Mazzatosta e Michele Ranucci hanno esposto davanti ai giudici i motivi per i quali l’ordinanza di custodia cautelare del gip Franca Marinelli andava annullata.

Motivi formali: dalle intercettazioni, riportate solo in forma riassuntiva, alla mancata traduzione in spagnolo delle 249 pagine firmate dal giudice, per i dominicani arrestati. Ma soprattutto: i richiami dell’ordinanza a vecchi procedimenti a carico degli indagati, alcuni dei quali ancora in corso o già definiti con una sentenza almeno di primo grado.

Le motivazioni dell’ordinanza del Riesame non sono arrivate. Per ora c’è solo il dispositivo. Ma per le difese, basta e avanza per ritenere crollata la torre di Babele degli inquirenti.

I giudici romani hanno ordinato l’obbligo di firma per Thair Musaku, uno dei nordafricani detenuti, implicati nello spaccio a San Pellegrino. In cinque hanno ottenuto gli arresti domiciliari col braccialetto elettronico: i tunisini Bilel Chaalia e Mohamed Mezni, il giocatore di baseball Rodolfo Feliz Castillo, il suo connazionale dominicano Antonio Ivan Morales e il viterbese Angelo Germani.

Immediata scarcerazione per il 26enne viterbese Samuel Mini. L’unico a passare dalla cella alla libertà. Per il suo avvocato Samuele De Santis è una vittoria: “Il Riesame è entrato in maniera profonda nell’ordinanza, riformando e ridimensionando molte posizioni. Ai dominicani, tra l’altro, è stata tolta l’aggravante contestata dall’accusa. Altro segno che l’operazione non era di così vasta entità com’è stata presentata”.

Restano ai domiciliari il viterbese Ferrico Mecarini e le due donne Angela Hernandez, detta “Angie” e Caterina Pierini, la 63enne già a giudizio per il trolley ripieno di cocaina [9] trovatole dalla finanza l’estate scorsa. Tutti e tre, inizialmente spediti a Mammagialla, erano stati messi ai domiciliari dopo l’interrogatorio di garanzia.

Confermato il carcere ai dominicani Luciano Santo Hernandez e Hector Jose Vargas Delgadillo.

 


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