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Caso Manca, inizia il processo

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Attilio Manca, l'urologo trovato morto nel 2004 [3]

Attilio Manca, l’urologo trovato morto nel 2004

Angela Manca, madre di Attilio, con Ingroia [4]

Angela Manca, madre di Attilio, con Ingroia; a destra: il fratello Gianluca Manca

Antonio Ingroia [5]

L’avvocato Antonio Ingroia

L'avvocato Repici [6]

L’avvocato Fabio Repici

Il pm di Viterbo Renzo Petroselli [7]

Il pm Renzo Petroselli, titolare dell’inchiesta sulla morte del medico

Viterbo – Inizia oggi il processo per la morte di Attilio Manca.

Il medico siciliano fu trovato cadavere nella sua casa a Viterbo il 12 febbraio 2004. A più di dieci anni da quella morte ancora misteriosa, comparirà davanti al giudice Monica Mileti, 50enne romana, accusata di aver ceduto a Manca l’eroina che lo ha stroncato nel suo appartamento.

Un processo per spaccio davanti al giudice monocratico. L’organo che tratta i reati meno gravi. Ma il caso Manca ha alle spalle una storia decennale, dall’iter giudiziario travagliato, oltre che lungo. 

A processo si arriva dopo dieci iscrizioni nel registro degli indagati, quattro richieste di archiviazione e duri scontri tra la procura e i familiari.

L’unica superstite tra gli ex inquisiti è l’attuale imputata. Ma alla sua colpevolezza non crede neppure la famiglia Manca, che ne ha chiesto il rinvio a giudizio. “L’importante è arrivare a un processo”, dichiarò l’avvocato di parte civile Antonio Ingroia alla chiusura dell’udienza preliminare.

Un processo che, per i Manca, parte dalla premessa sbagliata che Attilio facesse uso di droghe e, quindi, sia morto di overdose. A questo non credono. Mentre ritengono che il giovane medico sia stato ucciso per aver operato il capo della mafia Bernardo Provenzano. In quest’ottica, l’apertura di un dibattimento, anche per spaccio, davanti a un giudice può diventare la strada maestra per la verità. Un’idea contro la quale la difesa provò a scagliarsi, in udienza preliminare: “L’accorato appello della parte civile per ottenere giustizia non può pesare sulle spalle della mia cliente”, sottolineò in aula l’avvocato di Monica Mileti, Cesare Placanica, non riuscendo a strappare il proscioglimento.

Quella di oggi dovrebbe essere un’udienza interlocutoria, per ammettere le prove e incardinare il procedimento. Accusa, difesa e parte civile presenteranno la lista dei testimoni da ascoltare e dei documenti da allegare al fascicolo del dibattimento. L’avvocato Ingroia e il suo collega Fabio Repici avevano preannunciato una maxilista testi. Ma non è escluso che, se troppo maxi, il giudice possa tagliarla.

L’ascolto dei testimoni, in ogni caso, inizierà dalla prossima udienza, lasciando a quella di oggi il compito di fare da preludio all’entrata nel vivo del processo. Salvo colpi di scena inaspettati o particolari richieste delle parti.


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