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Nepi - Operazione Barbarie - Madre e figlia, titolare e assistente della struttura, sono indagate per aver maltrattato gli ultraottantenni ospiti della casa di riposo

Anziani maltrattati, revocati i domiciliari alle arrestate

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Casa di riposo di Nepi - Anziani picchiati e insultati

Casa di riposo di Nepi – Anziani picchiati e insultati

Casa di riposo Nepi - Gli anziani maltrattati

Casa di riposo Nepi – Gli anziani maltrattati

Casa di riposo di Nepi - Anziani picchiati e insultati

Casa di riposo di Nepi – Anziani picchiati e insultati

Nepi – Sono tornate in libertà la titolare della casa di riposo di Nepi “Serena Senectus” e la figlia, assistente.

Michelina Miseria e Rosalia Ceci erano agli arresti domiciliari dal 26 novembre 2013, giorno del blitz dei Nas alla struttura di via Narce.

La misura cautelare è stata revocata da diverse settimane, dopo l’istanza dell’avvocato Carlo Taormina, che assiste madre e figlia per conto dello studio Barili. 

Il blitz dei Nas scattò a seguito dei controlli a tappeto su una serie di strutture che ospitano anziani. Oltre alle anomalie amministrative, i carabinieri del reparto specializzato dell’Arma raccolsero la segnalazione di un collaboratore occasionale della casa di riposo. L’uomo parlava di maltrattamenti ai dieci ospiti ultraottantenni, quattro dei quali non autosufficienti.

I militari del Nucleo antisofisticazione e sanità videro presto con i loro occhi quanto denunciato dal collaboratore. Le videocamere installate nella casa di riposo, dopo l’ok dell’autorità giudiziaria, hanno ripreso immagini agghiaccianti: schiaffi, insulti, offese quotidiane (video: Gli anziani presi a schiaffi).

Scene di ordinaria crudeltà su ultraottantenni inermi, spesso legati durante i pasti ai braccioli delle sedie, per impedire loro di gesticolare mentre venivano imboccati.

L’hanno chiamata “operazione Barbarie”, in una struttura che aveva la pretesa di chiamarsi “Serena Senectus”, contrariamente a quanto risulta dalle intercettazioni ambientali. 

Subito dopo il blitz, gli anziani ospiti sono stati portati in un’altra casa di riposo. Gli accertamenti si concentrano da mesi sul decesso di tre donne tra gli ottanta e i novant’anni, ricoverate alla “Serena Senectus”. Il gip ha accolto la richiesta di incidente probatorio: una specie di anticipazione del processo per sentire il perito e i consulenti sulle lesioni riportate dalle tre anziane decedute e su un altro ospite della casa di cura ancora in vita. Le notizie sullo stato degli accertamenti sono frammentarie. “Il mio consulente mi riferisce che è stata fatta la riesumazione delle salme”, dichiara l’avvocato Carlo Taormina, mentre il suo collega Maurizio Filiacci, per la parte civile, non ha ancora avuto conferme dal suo consulente.

Il gip Francesco Rigato era stato categorico: “Riesumare le salme solo se necessario”, avvertiva nell’autorizzazione all’incidente probatorio. 

Mercoledì mattina, intanto, è saltata l’udienza preliminare per un caso analogo, anche se molto più grave: quello della casa di riposo “Fiordaliso Sas” di Gradoli. Si parla sempre di anziani maltrattati in una struttura di accoglienza. Ma qui le accuse sono più pesanti: vanno dalla somministrazione di farmaci scaduti al falso sui certificati medici che attestavano che gli anziani erano autosufficienti. Passando per l’abbandono di incapaci aggravato dalla loro morte.

Cinque indagati per otto decessi tra il 2009 e il 2010. Anche in questo caso, le indagini furono seguite dai Nas e il titolare della struttura, Franco Brillo, finì agli arresti domiciliari. 


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26 luglio, 2014

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